L'anafora ambrosiana per il Giovedì Santo
Dossier a cura di Giordano Monzio Compagnoni
La liturgia ambrosiana ha sempre avuto un proprio canone, probabilmente più antico di quello romano, e forse all'origine di questo. La sua particolarità più evidente è la formula di anamnesi posta in bocca a Gesù, a conclusione del racconto della Cena, come nell'anafora di san Basilio («Fate questo in memoria di me. Ogni volta in cui mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunciate la mia morte e proclamate la mia risurrezione»).
Dalla fine del IX secolo per la messa «in Cena Domini» i sacramentari/messali ambrosiani presentano, inseriti nel Canone, due frammenti probabilmente appartenenti ad una preghiera eucaristica gallicana. Estratti e uniti, hanno dato luogo ad una rinnovata anafora (preghiera eucaristica V), che può essere usata anche nelle messe che hanno come tema l'eucaristia, nelle ordinazioni, negli anniversari sacerdotali e nelle riunioni sacerdotali.
Si noti che:
- l'accenno allo Spirito santo è legato alla possibilità data ai fedeli di presentare al Padre il sacrificio del corpo e sangue di Gesù;
- il memoriale si esprime nel comando di Gesù, come nel canone ambrosiano, e nell'annuncio della sua morte attraverso la partecipazione conviviale;
- l'epiclesi non è invocazione dello Spirito santo, ma richiesta al Padre di inviare «a noi» il suo Figlio come attuale fonte di salvezza.
Riportiamo qui di seguito:
- l'edizione critica dei frammenti curata da P. Borella (1954);
- la ricostruzione del canone secondo P. Cagin (1900, da P. Borella, 1965);
- la ricostruzione del canone secondo Ch. Coebergh (1953);
- la traduzione del Canone presente nel Sacramentarium Bergomense realizzata da Alessandro Azzimonti (1996);
- la traduzione italiana che figura nel Messale ambrosiano a cura delle suore di N.S. del Cenacolo con la collaborazione di G. Nogara (1923);
- la versione italiana realizzata nel 1935 dalla redazione della rivista "Ambrosius";
- la versione italiana presente nel Messalino festivo del 1939 curato dalla redazione di "Ambrosius";
- il testo presente nel Messale bilingue del 1965;
- il testo contenuto nel sussidio per il canto delle parti proprie (1965);
- la proposta di «canone pasquale» formulata da G. Biffi (1967);
- la traduzione provvisoria del 1970;
- la traduzione provvisoria del 1972;
- il testo ufficiale latino presente nel Missale ambrosianum (1983);
- la versione italiana ufficiale presente nel Messale ambrosiano (1976-1986-1991).
Mercoledì, 8 Febbraio 2012 -
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