L'anafora ambrosiana per la Veglia Pasquale
Dossier a cura di Giordano Monzio Compagnoni
Dalla fine del IX secolo per la Veglia pasquale i sacramentari/messali ambrosiani presentano, inseriti nel Canone, un frammento probabilmente appartenente ad una preghiera eucaristica gallicana. Durante i lavori per la revisione dei Messale ambrosiano, esso è stato utilizzato per realizzare la parte iniziale di una nuova anafora (preghiera eucaristica VI), che può essere usata anche nelle messe rituali per l'iniziazione cristiana e nelle messe «per i battezzati».
Si noti che:
- il «Vere sanctus» ripropone la vita di Gesù nell'incarnazione e nella pasqua, e introduce l'epiclesi come affermazione di ciò che lo Spirito santo opera;
- dopo il racconto della Cena, che ha il comando amplificato in memoriale, si chiede che il Padre mandi il Figlio perché quanti partecipano al sacrificio possano «attingere la viva e misteriosa realtà del corpo e sangue del Signore», cioè ne sperimentino gli effetti sacramentali.
Riportiamo qui di seguito:
- l'edizione critica del frammento curata da P. Borella (1954);
- la ricostruzione del canone secondo P. Cagin (1900, da P. Borella, 1965);
- la ricostruzione del canone secondo Ch. Coebergh (1953);
- il testo presente nel Messale bilingue del 1965;
- la proposta di «canone pasquale» formulata da G. Biffi (1967);
- la traduzione provvisoria del 1970;
- la traduzione provvisoria del 1972;
- il testo ufficiale latino presente nel Missale ambrosianum (1983);
- la versione italiana ufficiale presente nel Messale ambrosiano (1976-1986-1991).
Friday, 10th of September 2010 -
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