Canti per la Quaresima
Uno dei frutti più interessanti del lavoro di animazione liturgico-musicale di questi anni è stato l'ingresso nelle nostre liturgie di corali antichi e moderni tratti dai repertori evangelici.
Molte assemblee liturgiche, aiutate dalle loro scholae cantorum, ne hanno tratto alimento cantandoli con numerosi testi moderni in italiano, alcuni dei quali di squisita fattura letteraria e di forte pregnanza teologica.
Soprattutto nel nord Italia taluni corali hanno preso piede come canti veramente “del popolo”: le comunità li cantano volentieri e “a piena voce”.
In particolare, nel caso del repertorio quaresimale, il dialogo con la tradizione evangelica rinascimentale e barocca è risultato particolarmente fecondo, come suggerisce l'analisi delle proposte contenute nel repertorio ambrosiano Cantemus Domino (CD), a cui si potrà utilmente attingere:
- Il corale Herzliebster Jesu, con la melodia di J. Crüger, 1640 è diventato Dono di grazia, dono di salvezza (CD 211);
- Se tu mi accogli (CD 224) e Signore dolce volto (CD 225) ripropongono rispettivamente le melodie di Wer nur den lieben Gott, di G. Neumark (1610) e di Herzlich tut mich verlangen, di H. L. Hassler, 1601;
- il corale ginevrino Quanta sete nel mio cuore (CD 135) -- con il riferimento a Gv 4, vangelo della II domenica di quaresima ambrosiana -- ha visto anche diverse rielaborazioni bachiane: Freu dich sehr, o meine Seele, sia in tempo ternario (BWV 19 e 70) sia in tempo semplice (BWV 25, 30, 32, 39, 194). Nel repertorio ambrosiano è stato recepito nella versione più antica, con la caratteristica alternanza ritmica 3 + 2;
- Welt, ich muss dich lassen, di Forsters (1539) è divenuto il corale della Passione Tu nella notte triste (CD 254);
- infine, il tropario In te la nostra gloria (CD 217) è risultato dalla composizione di un corale rinascimentale di Gallus (Handl) con una salmodia nello stile ritmico proposto da J. Gélineau.
Cesare Pavesi
Mercoledì, 8 Febbraio 2012 -
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