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Research

L'anafora ambrosiana per il Giovedì Santo
Dossier a cura di Giordano Monzio Compagnoni



Ufficio della Settimana santa secondo il rito ambrosiano, Milano 1935, pp. 154-177; 344-345


V. II Signore sia con voi.

R. E col tuo spirito.


V. In alto i cuori.

R. Li abbiamo innalzati al Signore.


V. Rendiamo grazie al Signore Iddio nostro.

R. È cosa degna e giusta.


Prefazio

È veramente cosa degna e giusta, cosa ragionevole e salutare, che noi, sempre qui e dappertutto ti rendiamo grazie, o Signore santo, Padre onnipotente, eterno Iddio, per Cristo Signore nostro. Il quale, pur essendo Dio nei cieli, per cancellare i peccati degli uomini, discese in terra; e venuto a liberare il genere umano, fu venduto per iniquo prezzo da un suo servo qual debitore colpevole; così colui che giudica gli Angeli, fu trascinato dinnanzi al tribunale dell'uomo; a fine di liberare dalla morte l'uomo stesso, ch'egli aveva creato. Noi, pertanto, cogli Angeli e cogli Arcangeli, coi Troni e con le Dominazioni e con tutte le schiere della milizia celeste, cantiamo l'inno della tua gloria, acclamando senza fine:

Santo, Santo, Santo è il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Salve, sino alle stelle! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Salve, sino alle stelle!


Canone

Noi adunque, o clementissimo Padre, per il Signore nostro Gesù Cristo tuo Figliuolo, umilmente e con istanza ti preghiamo di accettare e benedire questi + doni, queste + offerte, questi santi + sacrifici illibati, che in modo particolare noi ti offriamo per la santa tua Chiesa cattolica, perché ti degni pacificarla, custodirla, adunarla e reggerla in tutto il mondo: sacrificii, che noi ti offriamo tenendoci in comunione col servo tuo il nostro Papa N. e il nostro Arcivescovo N., come pure con tutti i veri credenti e seguaci della cattolica ed apostolica fede.


Commemorazione dei vivi

Ricordati, o Signore, dei tuoi servi e delle tue serve N. N. e ricordati di tutti i circostanti, dei quali conosci la fede e ti è nota la pietà. Noi ti offriamo questo sacrificio di lode per loro, come essi pure te lo offrono per sè medesimi e per tutti i loro cari, per la redenzione delle anime loro, nella speranza della propria salute e conservazione, ed innalzando i loro voti a te, o Dio eternamente vivo e vero.


Fra il canone

Siamo uniti in una stessa comunione celebrando il giorno santissimo, in cui fu sacrificato il Signore Gesù Cristo. Tu hai voluto, o Signore, renderci consorti del Figlio tuo. partecipi del tuo regno, gno, cittadini del Paradiso, compagni degli Angeli; a patto però che osserviamo con fede integra ed illibata i sacri impegni della spirituale milizia. Poiché nulla possiamo disperare di ricevere dalla tua misericordia, noi che abbiamo ricevuto un sì gran dono, da meritare di offrirti una tal vittima, cioè il Corpo ed il Sangue del Signor nostro Gesù Cristo. Questi per la redenzione del mondo si offerse alla tanto pietosa e veneranda passione; questi, istituendo la forma del sacrificio della salute eterna, per il primo s'offrì vittima, e per primo insegnò come si offrisse. Noi veneriamo pure in special modo la memoria della gloriosa sempre Vergine Maria, Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo; e anche dei tuoi Santi Apostoli e Martiri Pietro e Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Sisto, Lorenzo, Ippolito, Vincenzo, Cornelio, Cipriano, Clemente, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano, Apollinare, Vitale, Nazaro e Celso, Protaso e Gervaso, Vittore, Naborre, Felice e Calimero, e di tutti i tuoi Santi. Deh! per i loro meriti e per le loro preghiere concedi che in tutte le cose siamo muniti dell'aiuto di tua protezione. Per lo stesso Cristo Signor nostro. Così sia.


Fra l'azione

Noi, adunque, o Signore, ti preghiamo a riguardare con animo placato questa oblazione che ti offriamo per il giorno di digiuno commemorativo della divina Cena, durante la quale il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio tuo, istituì il rito sacrificale del Nuovo Testamento; quando il pane ed il vino, che Melchisedech, in funzione di Sacerdote, aveva offerto come figura del futuro mistero, egli trasformò, perché fosse istituito il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Deh, ci ascolta placato: affinché per e il corso di molti anni meritiamo di offrirti, nella salute e nell' incolumità, i nostri doni; e perché disponga a che i nostri giorni trascorrano nella pace, e perché ti piaccia liberarci dall'eterna dannazione e annoverarci nel gregge dei tuoi eletti. Per lo stesso Cristo, Signore nostro.

Degnati, o Dio, noi te ne preghiamo, a far sì che questa oblazione, da noi offerta alla tua bontà, sia pienamente bene+detta, accet+tata, rati+ficata, spirituale e gradita, affinché divenga per noi il Cor+po e il San+gue del dilettissimo tuo Figlio, Signore nostro Gesù Cristo.

Il quale, alla vigilia di patire per la salvezza nostra e di tutti gli uomini, cioè, come in questo giorno, stando a mensa in mezzo ai suoi discepoli, preso il pane, levò gli occhi al cielo a te, Dio, Padre suo onnipotente, e rendendoti grazie, lo bene+disse, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo loro: Prendete e mangiatene tutti: QUESTO INFATTI È IL MIO CORPO.

In simil modo, finita la Cena, prendendo il Calice levò gli occhi al cielo, a te, o Dio, Padre suo onnipotente: e, rendendoti nuove grazie, lo bene+disse, lo passò ai suoi discepoli dicendo loro: Prendete e bevetene tutti: E' QUESTO INFATTI IL CALICE DEL MIO SANGUE, DEL NUOVO ED ETERNO TESTAMENTO, - MISTERO DI FEDE, - È QUELLO CHE SARÈ VERSATO PER VOI E PER MOLTI IN REMISSIONE DEI PECCATI.

E diede altresì un ordine dicendo. Ogni volta che ciò farete, lo farete in mia commemorazione: predicherete la mia morte, annuncerete la mia risurrezione, spererete la mia venuta, finché di nuovo dal cielo io verrò a voi.


Onde, o Signore, noi, che siamo tuoi ministri, ma anche il tuo popolo santificato, ricordando la passione di nostro Signore Gesù Cristo, e la sua mirabile risurrezione da morte, e la sua gloriosissima ascensione al cielo, di quanto tu stesso ci hai dato in dono, offriamo alla eccelsa tua maestà l'Ostia + pura, l'Ostia + santa, l'Ostia + immacolata, questo Pane + santo di vita eterna, e questo Calice + di salute perpetua.

Deh! ti degna di rivolgere il tuo sguardo propizio e sereno sopra queste offerte, e, come già ti degnasti gradire i doni del giusto tuo servo Abele, e il sacrificio del Patriarca nostro Abramo, e quello che ti offrì il tuo sommo sacerdote Melchisedech, aggradisci il sacrificio santo, l'Ostia immacolata.

Noi ti supplichiamo, o Dio onnipotente, a volere che il tuo santo Angelo porti questi doni sul tuo sublime Altare, al cospetto della tua tremenda maestà affinché a noi tutti che, partecipi di questo sacrificio, riceveremo il sacrosanto Corpo e Sangue del Signor nostro Gesù Cristo, sia data la pienezza di ogni celeste benedizione. Per lo stesso Cristo Signor nostro. Così sia.


Commemorazione dei defunti

Ricordati, o Signore, anche dei tuoi servi e delle tue serve che ci hanno preceduti col segno della fede e dormono il sonno della pace. N. N. A loro, o Signore, ed a tutti quelli che riposano in Cristo, ti preghiamo di concedere luogo di refrigerio, di luce e di pace. Per il medesimo Cristo Signor nostro. Così sia.

A noi pure, minimi tuoi servi e peccatori, che speriamo nell'infinita tua misericordia, degnati concedere alcuna parte e comunione coi tuoi santi Apostoli e Martiri, Giovanni, (2) e Giovanni (3), Stefano, Andrea, Barnaba, Pietro, Marcellino, Agnese, Cecilia, Felicita, Perpetua, Anastasia, Agata, Eufemia, Lucia, Giustina, Sabina, Tecla, Pelagia e Caterina, e con tutti i tuoi Santi; al consorzio dei quali noi ti preghiamo di ammetterci non badando ai nostri meriti, ma alla tua volontà larga di perdono. Per Cristo Signor nostro.

Noi compiamo questo atto e questa celebrazione in osservanza del tuo precetto, o Signore, e per aderirvi più intimamente, al tempo stesso che riceviamo il Corpo del Signore, ne commemoriamo la morte. Spetta ora a te, o Padre onnipotente, dare a noi l'unigenito Figlio tuo, che spontaneamente mandasti a chi non te n'aveva pregato; a te, che essendo immenso e superiore ad ogni umana estimazione, hai generato da te un Dio, esso pure immenso e sopra ogni dire eccelso, a fine di voler dare ora a noi a salute il Corpo di quella vittima, per la morte della quale hai voluto concedere al genere umano la redenzione. Per lo stesso Cristo, Signore nostro.

Per mezzo del quale tu, o Signore, sempre crei questi beni, li santi+fichi, li vivi+fichi, li bene+dici, ed a noi, tuoi servi, li elargisci con generosità, ad accrescimento della nostra fede ed a remissione di tutti i nostri peccati.

E deriva a te, o Padre onnipotente da + lui, per + lui, ed in + lui ogni onore, virtù, :lode e gloria, im + pero, perpe + tuità e po + testà, in unione collo Spirito santo. Per gli infiniti secoli dei secoli.

Così sia.


[...]


[Introduzione al Padre nostro]

O Signore, noi adempiamo quanto ci è stato comandato da colui alla cui presenza t'innalziamo questa preghiera. Avviva il sacrificio al contatto del suo autore, affinché nella sublimità del mistero, la fede trovi il pieno compimento di ciò che crede: e come realmente operiamo il celeste sacrificio, così realmente siamo fatti partecipi del Corpo e del Sangue del Signore. Mentre per lo stesso Cristo Signore nostro diciamo:


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