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Dossier on the VI Eucharistic Prayer - page 7


Messale ambrosiano. Settimana santa. Ottava di Pasqua, Milano 1972, pp. 82-86 (cfr. Preghiere eucaristiche. Giovedì santo. Veglia pasquale, Milano 1972).

 
Prefazio

È veramente cosa buona e giusta

nostro dovere e fonte di salvezza

benedirti in ogni tempo, o Signore,

ma soprattutto proclamare esultanti

la tua gloria in questa notte

nella quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.

È lui il vero agnello che ha tolto i peccati del mondo;

è Lui che morendo ha distrutto la morte

e risorgendo ci ha ridato la vita.

Per questo mistero con il cuore traboccante di gioia,

esultano gli uomini di tutta la terra

e con loro gli Angeli e i Santi

cantano per l'eternità

l'inno della tua gloria:

Santo...

 
Preghiera eucaristica

 
Il celebrante, con le braccia allargate, dice:

Veramente santo,

veramente benedetto è il Signore nostro

Gesù Cristo Figlio tuo.

Egli, pur essendo Signore infinitamente grande,

è sceso dal cielo,

ha condiviso in tutto la condizione dell'uomo

che si era perduto,

accettando volontariamente di soffrire,

per liberare dalla morte l'uomo

che Lui stesso aveva creato.

Perciò ti offriamo questo sacrificio pasquale

per coloro che ti sei degnato di far rinascere

puri da ogni peccato

nell'acqua e nello Spirito Santo,

perché tu li potessi incontrare in Gesù Cristo nostro Sigore.

Per loro, Signore, ti rivolgiamo la nostra preghiera,

perché i loro nomi

insieme a quelli del tuo servo nostro Papa N.

e del nostro Vescovo N.

siano scritti alla tua presenza nei libro dei viventi.

 
congiunge le mani

Per il nostro Signore Gesù Cristo.

 
A mani giunte

La vigilia della sua passione,

sofferta per la nostra salvezza e del mondo intero,

 
prende il pane, e tenendolo alquanto sollevato sull'altare, alza gli occhi poi prosegue:

Egli prese il pane

e alzando gli occhi al cielo,

a te Dio, Padre suo onnipotente,

rese grazie con la preghiera di benedizione,

spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli

e disse loro:

 
Inchinandosi leggermente

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:

QUESTO È IL MIO CORPO

OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

 
Dette queste parole, subito eleva l'ostia, presentandola all'adorazione dei fedeli, poi la depone sulla patena e l'adora facendo genuflessione.

 
Poi riprende

E dopo la cena,

allo stesso modo

 
prende il calice e, tenendolo alquanto sollevato sull'altare, alza gli occhi al cielo poi prosegue:

prese il calice

e alzando gli occhi al cielo,

a te Dio, Padre suo onnipotente,

rese ancora grazie con la preghiera di benedizione,

lo diede ai suoi discepoli e disse loro:

 
Inchinandosi leggermente

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:

QUESTO ȈIL CALICE DEL MIO SANGUE

PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,

VERSATO PER VOI E PER TUTTI

IN REMISSIONE DEI PECCATI.

DIEDE LORO ANCHE QUESTO COMANDO:

OGNI VOLTA CHE FARETE QUESTO

FATELO IN MEMORIA DI ME;

PREDICATE LA MIA MORTE

ANNUNCIATE LA MIA RISURREZIONE

ATTENDETE CON FIDUCIA IL MIO RITORNO

FIN CHE DI NUOVO VERRÒ A VOI DAL CIELO.

 
Eleva il calice e lo presenta all'adorazione dei fedeli, quindi io depone sul corporale, e lo adora facendo genuflessione.

 
Poi dice:

Mistero della fede.

 
Il popolo acclama dicendo

Annunciamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell'attesa della tua venuta.

 
Oppure:

Ogni volta che mangiamo

di questo pane

e beviamo a questo calice

annunciamo la tua morte, Signore,

nell'attesa della tua venuta.

 
Oppure:

Tu ci hai redenti cori la tua croce

e la tua risurrezione

salvaci, o Salvatore del mondo.

 
Con le braccia allargate prosegue:

Questo che celebriamo, o Signore,

è appunto il comando di Cristo,

la cui presenza ora ti chiediamo.

Manda in questa azione sacrificale

Colui che l'ha istituita

perché sia sostanziata la nostra fede

nella sublimità del mistero.

E come noi compiamo in verità

il sacrificio perennemente offerto

nel Santuario celeste

così raggiungiamo la realtà

del Corpo e del Sangue del Signore.

 
Il celebrante elevando alquanto il calice e la patena canta o dice:

Da Cristo e per Cristo e in Cristo

a te viene, o Dio, Padre onnipotente,

ogni magnificenza, ogni gloriosa lode,

ogni potere sovrano ed eterno

nell'unità dello Spirito Santo

per i secoli infiniti.

 
Il popolo acclama:

Amen.


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