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Dossier über das VI Eucharistische Hochgebet - Seite 6


Liturgia della Settimana santa secondo il rito ambrosiano, Milano 1970, p. 76.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, doverosa e salutare che noi sempre ti rendiamo grazie, o Signore e soprattutto proclamiamo la tua gloria in questa notte nella quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. È lui il vero agnello che ha tolto i peccati del mondo: è lui che morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita. Per questo tutto il mondo esulta di viva gioia in ogni angolo della terra e le schiere angeliche delle virtù e delle Potestà innalzano l'inno della tua gloria dicendo:

[Santo...]
 

Canone

Veramente santo, veramente benedetto è il Signore nostro Gesù Cristo, tuo Figlio; egli, senza cessare di essere Dio d'infinita maestà, discese dal cielo, prese la forma di quel servo che per primo si era perduto, e volle patire liberamente per salvare dalla morte colui che egli stesso aveva creato.

Noi offriamo questo sacrificio pasquale per coloro che ti sei degnato di far rinascere nell'acqua e nello Spirito Santo accordando loro il perdono di tutte le colpe, per ritrovarli in Cristo Gesù nostro Signore.

Per loro, eleviamo a te, o Signore, supplici preghiere perché il loro nome, insieme con quelli del tuo servo nostro Papa N., e del nostro vescovo N. tu custodisca nel libro della vita.

Per Cristo nostro Signore.
 

Si riprende quello del Giovedì Santo; « Sei stato tu o Signore... ».

Alla Consacrazione invece delle parole: « In questo giorno... » si dice: « La vigilia della sua passione... ».
 

[Sei, stato tu, o Signore, a volerci consorti del tuo Figlio, sei stato tu a renderci eredi con lui del tuo regno, cittadini del paradiso, compagni degli angeli, se però osserviamo con fede integra e pura i sacri impegni della spirituale milizia.

Dopo aver ricevuto un tale dono, che ci fa capaci di offrirti come vittima lo stesso corpo e sangue di nostro Signore Gesù Cristo, tutto possiamo sperare dalla tua misericordia. Per la redenzione del mondo egli liberamente andò incontro a quella pia e veneranda passione. E istituendo una forma di sacrificio che fosse di perenne salvezza, per primo offrì se stesso quale vittima, e per primo insegnò a noi come l'avremmo dovuto offrire.
 

A mani giunte]

La vigilia della sua passione, [sofferta per la nostra salvezza e del mondo intero, stando a mensa in mezzo ai suoi discepoli,
 

prende l'ostia e alza lo sguardo in alto

Egli prese il pane e alzando gli occhi al cielo, a te Dio, Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli e disse loro:
 

Lievemente inchinato, pronuncia in modo distinto e con attenzione le parole della consacrazione.
 

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:

QUESTO È IL MIO CORPO

OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.
 

Dette queste parole, subito eleva l'ostia, presentandola all'adorazione dei fedeli, poi la depone sulla patena e l'adora facendo genuflessione.

Poi si prosegue:
E dopo la cena, alla stesso modo
 

prende il calice e, tenendolo un po' elevato sull'altare, prosegue:

prese il calice e alzando gli occhi al cielo a te Dio, Padre suo onnipotente, rese ancora grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse loro:
 

Stando lievemente inchinato:

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:

QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE

PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,

VERSATO PER VOI E PER TUTTI

IN REMISSIONE DEI PECCATI.
 

DIEDE LORO ANCHE QUESTO COMANDO:

OGNI VOLTA CHE FARETE QUESTO

FATELO IN MEMORIA DI ME;

PREDICATE LA MIA MORTE

ANNUNCIATE LA MIA RESURREZIONE

ATTENDETE CON FIDUCIA IL MIO RITORNO

FIN CHE DI NUOVO VERRÒ A VOI DAL CIELO.
 

Eleva il calice e lo presenta all'adorazione dei fedeli, quindi lo depone sul corporale, e lo adora facendo genuflessione.

Mistero della fede.
 

Il popolo acclama dicendo:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunciamo la tua morte, Signore,

nell'attesa della tua venuta.
 

A mani stese prosegue:

Questo noi facciamo, questo noi celebriamo, o Signore, obbedienti ai tuoi comandi; nel tempo stesso che riceviamo il corpo del Signore, per aderirvi più intimamente, ne annunciamo la morte. Tu solo, o Padre onnipotente, puoi inviare a noi l'unigenito tuo Figlio che, spontaneamente, mandasti a chi non ti aveva ancora pregato; da te, Dio immenso e d'infinita perfezione tu l'hai generato come te, Dio immenso e d'infinita perfezione. Donaci ora, come pegno di salvezza, il corpo di colui alla cui passione hai voluto legare la redenzione del genere umano.
 

A mani giunte, prosegue:

Per Cristo nostro Signore tu, o Dio, crei e santifichi sempre,

fai vivere, benedici e doni a noi tutto ciò che è buono

in accrescimento della nostra fede

e in remissione di tutti i nostri peccati.
 

Il celebrante prende la patena con l'ostia e il calice, ed elevandoli, dice:

Da Cristo e per Cristo e in Cristo

a te viene, o Dio, Padre onnipotente,

ogni magnificenza, ogni gloriosa lode,

ogni potere sovrano ed eterno

nell'unità dello Spirito Santo per i secoli infiniti.
 

Il popolo acclama:

Amen.]


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