×

Research

L'anafora ambrosiana per il Giovedì Santo
Dossier a cura di Giordano Monzio Compagnoni


Segno di unità. Le piu antiche eucaristie delle chiese, a cura dei monaci e delle monache di Bose sotto la direzione del prof. Enrico Mazza, Magnano (BI) 1996, pp. 345-349 (dal Sacramentarium Bergomense)

Feria V in Authentica (seu in Cena Domini)

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

In alto i cuori.
Li abbiamo rivolti al Signore.

Rendiamo grazie al Signore Dio nostro.
È degno e giusto.

[Prefatio:] Veramente infatti è degno e giusto, conveniente te e fonte di salvezza che noi sempre, qui e ovunque, diamo grazie a te, Signore santo, Padre onnipotente, eterno Dio, attraverso Cristo Signore nostro. Egli, pur essendo Dio nei cieli, per distruggere i peccati degli uomini è disceso sulla terra. Chi era venuto a liberare il genere umano [è venduto] come un debitore; a un prezzo ingiusto il Signore è venduto dal servo. Chi giudica gli angeli è sottoposto al giudizio dell'uomo, al fine di liberare dalla morte l'uomo, che egli stesso aveva creato. Perciò con gli angeli e gli arcangeli.


[Post Sanctus:] Comunicando e celebrando il giorno santissimo, in cui fu consegnato il Signore Gesù Cristo.

Tu, Signore, hai disposto che noi fossimo partecipi del tuo Figlio, tu [hai disposto] che insieme [a lui] ottenessimo in sorte il tuo regno, tu [hai disposto] che abitassimo il paradiso, tu [hai disposto] che fossimo compagni degli angeli, a condizione però che custodiamo con fede integra e incorrotta i sacramenti della milizia celeste. In nulla possiamo disperare della tua misericordia, quanti abbiamo ricevuto il grandissimo dono di potere offrire a te un tale sacrificio: il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo. Egli per la redenzione del mondo si consegnò alla santa e venerabile passione; istituendo la forma del sacrificio della salvezza eterna, per primo offrì se stesso in sacrificio e per primo insegnò ad offrirlo.

E insieme venerando la memoriae anzitutto della gloriosa sempre vergine Maria, madre del Dio e Signore nostro Gesù Cristo, e così dei tuoi beatissimi apostoli e martiri Pietro e Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Sisto, Lorenzo, Ippolito, Vincenzo, Cornelio, Cipriano, Clemente, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano, Apollinare, Vitale, Nazario, Celso, Protaso, Gervaso, Vittore, Nabore, Felice, Calimero, Materno, Eustorgio, Dionigi, Ambrogio, Simpliciano, Martino, Eusebio, Ilario e Giulio e di tutti i tuoi santi: per i loro meriti e le loro preghiere concedici di essere in ogni cosa fortificati dal soccorso della tua protezione. Attraverso Cristo Signore nostro.

[Ti preghiamo,] dunque, [Signore: volgiti placato] a questa offerta che ti presentiamo per il giorno di digiuno della Cena del Signore, nella quale il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio tuo, nella nuova alleanza istituì il rito del sacrificio, quando trasformò il pane e il vino, che Melchisedek in quanto sacerdote aveva offerto a prefigurazione di questo mistero, nel sacramento del suo corpo e sangue. Ti preghiamo, Signore: volgiti placato alle cose che dobbiamo celebrare, così che otteniamo di offrire a te, Signore, i nostri doni nel corso di lunghi anni, salvi e incolumi.

Disponi i nostri giorni nella tua pace e comanda che veniamo strappati alla dannazione eterna e annoverati gregge dei tuoi eletti. Attraverso Cristo Signore nostro.

E preghiamo che tu, Dio, voglia in tutto rendere be detta, computata, valida, razionale e degna di essere accolta questa offerta, che presentiamo alla tua pietà, perché per noi diventi il corpo e il sangue dell'amatissimo tuo Figlio e Signore Dio nostro, Gesù Cristo.


[Qui pridie:] Il quale, in questo giorno precedente la sua passione per la salvezza nostra e di tutti, sedendo a tavola la in mezzo ai suoi discepoli e prendendo il pane, levò occhi ai cieli, a te, Dio Padre suo onnipotente; rendendoti grazie benedisse, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli, dicendo loro: Prendete e mangiatene tutti, poiché questo è mio corpo. Allo stesso modo, dopo la cena, prendendo il calice, levò gli occhi ai cieli, a te, Dio, Padre suo onnipotente; similmente, rendendoti grazie benedisse, lo consegnò ai suoi discepoli, dicendo loro: Prendete e bevetene tutti, poiché questo è il calice del mio sangue, della nuova ed eterna alleanza, mistero della fede, che per voi e per molti sarà versato in remissione dei peccati. Comandando e dicendo loro, inoltre: Tutte le volte che farete queste cose, voi le farete in mia commemorazione, predicherete la mia morte, annuncerete la mia resurrezione, spererete nella mia venuta, finché di nuovo dai cieli verrò a voi.


[Post Pridie:] Queste cose facciamo, queste cose celebriamo, osservando i tuoi comandi, Signore, e in vista della comunione inviolabile, nel ricevere il corpo del Signore annunciamo la morte del Signore. A te ora appartiene, onnipotente Padre, mandare a noi il tuo unigenito Figlio, che secondo la tua volontà hai mandato a chi non lo invocava. Tu, che sei immenso e inestimabile, come te l'hai generato Dio ugualmente immenso e inestimabile. E come attraverso la sua passione hai concesso la redenzione al genere umano, ora per la salvezza [di esso] concedi il suo corpo. Attraverso lo stesso Cristo Signore nostro.

Per mezzo di lui, Signore, sempre crei, santifichi, vivifichi, benedici e accordi con larghezza a noi tuoi servi tutti questi beni, per l'accrescimento della fede e la remissione di tutti i nostri peccati.

E sono tuoi, Dio Padre onnipotente, da lui, attraverso lui e in lui ogni onore, potenza, lode, gloria, autorità, eternità e potestà negli infiniti secoli dei secoli. Amen.


« Precedente Indice Successivo »