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Research

L'anafora ambrosiana per il Giovedì Santo
Dossier a cura di Giordano Monzio Compagnoni



Messale ambrosiano. Settimana santa. Ottava di Pasqua, Milano 1972, pp. 33-37 (cfr. Preghiere eucaristiche. Giovedì santo. Veglia pasquale, Milano 1972).


Prefazio

È veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e dappertutto

a te, Signore, Padre Santo,

Dio onnipotente ed eterno,

per il nostro Signore Gesù Cristo.

Egli che è Dio,

per cancellare le nostre colpe,

si è fatto uomo:

venuto per liberarci,

pur essendo il Signore

è venduto a sacrilego prezzo da un servo;

colui che giudica gli Angeli

è trascinato davanti al tribunale di un uomo.

Così strappò dalla morte coloro

cui aveva dato la vita.

Per questo mistero di salvezza

uniti agli Angeli e ai Santi

eleviamo un inno alla tua gloria cantando:

[Santo...]



Preghiera eucaristica


Il sacerdote con le braccia allargate dice:

Veramente santo, veramente benedetto sei tu Signore:

Tu ci hai voluti

in comunione col tuo Figlio,

eredi con Lui del tuo regno,

cittadini del cielo e compagni degli Angeli,

se però conserviamo con fede pura

il mistero cantato dalle schiere celesti.

E noi, elevati a tale dignità

da poter presentare a Te quale offerta gradita

un così grande sacrificio,

il Corpo e il Sangue del nostro Signore Gesù Cristo,

tutto possiamo sperare dalla tua misericordia.

Per la redenzione del mondo,

Egli andò incontro liberamente

alla passione, che ricordiamo con venerazione e amore.

E, per istituire un sacrificio

quale sacramento di imperitura salvezza,

per primo offrì se stesso come vittima

e comandò di ripresentarne l'offerta.


A mani giunte

In questo giorno, vigilia della sua passione,

sofferta per la nostra salvezza e del mondo intero,

stando a mensa in mezzo ai suoi discepoli,


prende il pane, e tenendolo alquanto sollevato sull'altare, alza gli occhi poi prosegue:

Egli prese il pane

e alzando gli occhi al cielo,

a te Dio, Padre suo onnipotente,

rese grazie con la preghiera di benedizione,

spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli

e disse loro:


Inchinandosi leggermente

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:

QUESTO È IL MIO CORPO

OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.


Dette queste parole, subito eleva l'ostia, presentandola all'adorazione dei fedeli, poi la depone sulla patena e l'adora facendo genuflessione.


Poi riprende

E dopo la cena,

allo stesso modo prese il calice


prende il calice e, tenendolo alquanto sollevato sull'altare, alza gli occhi al cielo poi prosegue:

e alzando gli occhi al cielo,

a te Dio, Padre suo onnipotente,

rese ancora grazie con la preghiera di benedizione,

lo diede ai suoi discepoli

e disse loro:


Inchinandosi leggermente

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:

QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE

PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,

VERSATO PER VOI E PER TUTTI

IN REMISSIONE DEI PECCATI.

DIEDE LORO ANCHE QUESTO COMANDO:

OGNI VOLTA CHE FARETE QUESTO

FATELO IN MEMORIA DI ME;

PREDICATE LA MIA MORTE

ANNUNCIATE LA MIA RISURREZIONE

ATTENDETE CON FIDUCIA IL MIO RITORNO

FIN CHE DI NUOVO VERRÈ A VOI DAL CIELO.


Eleva il calice e lo presenta all'adorazione dei fedeli, quindi lo depone sul corporale, e lo adora facendo genuflessione.


Poi dice:

Mistero della fede.


Il popolo acclama dicendo

Annunciamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell'attesa della tua venuta.


Oppure:

Ogni volta che mangiamo

di questo pane

e beviamo a questo calice

annunciamo la tua morte, Signore,

nell'attesa della tua venuta.


Oppure:

Tu ci hai redenti cori la tua croce

e la tua risurrezione

salvaci, o Salvatore del mondo.


Con le braccia allargate prosegue:

Questo noi facciamo, questo celebriamo, Signore,

per attuare con fedeltà ciò che ci hai comandato,

e proprio ricevendo il Corpo del Signore

per una comunione incorruttibile,

noi ne annunciamo la morte.

Manda a noi, ora, Padre onnipotente,

l'unigenito tuo Figlio,

Tu che di tua iniziativa lo mandasti

prima ancora che l'uomo potesse cercarlo.

Da Te, che sei Dio ineffabile e immenso,

come Te Dio ineffabile e immenso lo hai generato.

Donaci ora, quale fonte di salvezza, il suo Corpo,

che ha sofferto per la redenzione degli uomini.


Ricordati, Padre, della tua Chiesa

diffusa su tutta la terra:

rendila perfetta nell'amore

in unione con il nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N, e tutto l'ordine sacerdotale.


Ricordati dei nostri fratelli,

che si sono addormentati nella speranza della risurrezione,

e di tutti quelli che sono morti in pace, con te:

ammettili a godere la luce del tuo volto.

Di noi tutti abbi misericordia:

donaci di aver parte alla vita eterna,

insieme con la beata Maria, vergine e Madre di Dio,

con gli apostoli e tutti i santi

che in ogni tempo ti furono graditi:


congiunge le mani

e in Gesù Cristo tuo Figlio

canteremo la tua gloria.


Il celebrante elevando alquanto il calice e la patena canta o dice:

Da Cristo e per Cristo e in Cristo

a te viene, o Dio, Padre onnipotente,

ogni magnificenza, ogni gloriosa lode,

ogni potere sovrano ed eterno

nell'unità dello Spirito Santo

per i secoli infiniti.


Il popolo acclama

Amen.


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