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IL LETTORE


SC 29: Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della scuola dei cantori svolgono un vero ministero liturgico. Essi perciò esercitano il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi.
Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura... allo spirito liturgico e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine.

PNMR 66 / PNMA 67: Il lettore è istituito per proclamare le letture (cfr. PNMR e PNMA 18) della sacra Scrittura, eccetto il vangelo; può anche proporre le intenzioni della preghiera universale e, in mancanza del salmista, recitare il salmo interlezionale.
Il lettore, anche se laico, ha un suo ufficio proprio nella celebrazione eucaristica, che deve esercitare lui stesso, anche se sono presenti dei ministri di ordine superiore. Perché i fedeli maturino nel loro cuore, ascoltando le letture divine, un soave e vivo amore della sacra Scrittura, è necessario che i lettori incaricati di tale ufficio, anche se non ne hanno ricevuta l'istituzione, siano veramente idonei e preparati con impegno.

OLM 51: Il lettore ha nella celebrazione eucaristica un suo ufficio proprio, che deve esercitare lui stesso, anche se sono presenti ministri di ordine superiore. Il ministero del lettore, conferito con rito liturgico, deve quindi essere tenuto in onore. I lettori istituiti, se presenti compiano il loro ufficio almeno nelle domeniche e nelle feste, specialmente durante la celebrazione principale. Si potrà affidar loro anche il compito di dare un aiuto nel predisporre la liturgia della parola, e, se necessario, di preparare gli altri fedeli che per incarico temporaneo debbano proclamare le letture della celebrazione della Messa.

OLM 52: L'assemblea liturgica non può fare a meno dei lettori, anche se non istituiti per questo compito specifico. Si cerchi quindi di avere a disposizione alcuni laici, che siano particolarmente idonei e preparati a compiere questo ministero. Se ci sono più lettori e si devono proclamare più letture, è bene distribuirle fra i vari lettori. (cfr. PNMR 71, PNMA 72).

OLM 53: Nelle Messe senza diacono, il compito di suggerire le intenzioni della preghiera universale venga affidato o al cantore, specialmente se è previsto il canto, o al lettore o ad altra persona. .

OLM 55: Perché i fedeli maturino nel loro cuore, ascoltando le letture divine, un soave e vivo amore della sacra Scrittura, è necessario che i lettori incaricati di tale ufficio, anche se non ne hanno ricevuta l'istituzione, siano veramente idonei e preparati con impegno.
Questa preparazione deve essere soprattutto spirituale; ma è anche necessaria quella propriamente tecnica. La preparazione spirituale suppone almeno una duplice formazione: quella biblica e quella liturgica. La formazione biblica deve portare i lettori a saper inquadrare le letture nel loro contesto e a cogliere il centro dell'annunzio rivelato alla luce della fede. La formazione liturgica deve comunicare ai lettori una certa facilità nel percepire il senso e la struttura della liturgia della parola e le motivazioni del rapporto fra la liturgia della parola e la liturgia eucaristica. La preparazione tecnica deve rendere i lettori sempre più idonei all'arte di leggere in pubblico, sia a voce libera, sia con l'aiuto dei moderni strumenti di amplificazione.


I documenti sopra riportati ci consentono, in primo luogo, di rilevare tre affermazioni:

  1. All'ufficio del lettore compete il carattere di vero ministero liturgico, ministero che si verifica non soltanto nel caso del lettore istituito. Questa affermazione è basilare: non soltanto l'ecclesiastico, ma anche il laico debitamente abilitato è vero ministro liturgico cioè, via e canale attraverso il quale la Chiesa compie il culto pubblico, strumento mediante il quale Cristo, nell'azione liturgica, continua l'esercizio del suo sacerdozio (cfr. SC 7). Il laico che funge da lettore non esercita un ruolo di supplenza, ma svolge il suo ministero liturgico in forza di una vera deputazione della Chiesa.
  2. Viene sottolineata la necessità, per coloro che svolgono il ministero del lettore, di una pietà sincera e di una solida vita morale e spirituale.
    La cosa è talmente evidente che ci limitiamo a ricordare che il laico, per svolgere un ministero liturgico, deve essere commendevole per i suoi costumi, e ben istruito.
  3. Per il lettore si verifica la necessità di una solida formazione liturgica e di una reale competenza tecnica.

Se dovessimo delineare la fisionomia del Lettore; potremmo esprimerci così: Il lettore è il ministro liturgico al quale è confidato l'annuncio della Parola di Dio contenuta nell'Antico Testamento e negli Scritti apostolici (Lettere apostoliche, Atti degli Apostoli, Apocalisse), ad eccezione dei quattro Vangeli.

Al lettore, secondariamente, compete la funzione di salmista.

Per svolgere questo compito nell'ambito della liturgia, il lettore deve essere formato seriamente e questa medesima formazione deve radicarsi in una autentica vita spirituale.

Una prima formazione riguarda la competenza tecnica, per così dire professionale: il lettore deve innanzi tutto farsi intendere, leggere con voce alta e chiara, articolare distintamente le sillabe, tenere un tono di voce conveniente, osservare le debite pause e i dovuti silenzi, curare l'accentuazione delle parole e la pronuncia di esse... Ci limitiamo a ricordare che questo tipo di formazione è assai più necessaria, complessa, difficile; lunga e continua di quanto si creda; è un preciso dovere di onestà nei confronti della Parola e dell'assemblea.

Ma vi è un secondo tipo di formazione su cui, pure, deve porsi la nostra attenzione: è la formazione allo spirito liturgico, alla vita interiore, alla pietà cristiana.

La necessità di essa scaturisce dal fatto che il lettore deve «proclamare» la Parola di Dio. Cioè, lo scopo cui mira il lettore non consiste nell'informare, piuttosto nel rendere possibile la «conversione del cuore» attraverso un annuncio che deve essere una vera rivelazione personale e sconvolgente... Quale ministro della Parola di Dio, il lettore, quindi, dovrà lasciarsi dominare dalla Parola che proclama, sentendosene in pari tempo il banditore, il tramite, il canale.

Dunque, il lettore dovrà acquisire quella formazione che gli consente di addentrarsi nel possesso della sacra Scrittura e nella comprensione di essa; non solo, ma dovrà conoscere bene l'anno liturgico e i singoli tempi che lo costituiscono, la storia della formazione della Messa, i contenuti e le finalità delle singole parti che compongono i formulari della Messa... Mezzo primario e indispensabile per iniziare e continuare la preparazione specifica e la formazione a una autentica vita spirituale e a un vero spirito liturgico è il buon funzionamento del gruppo dei lettori.


(Guida pastorale per le celebrazioni liturgiche. Edizione della provincia ecclesiastica della Lombardia. Anno 1983-1984, Milano, 1983, pp. LX-LXII)