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El misal ambrosiano: capítulo VIII

CAPITOLO VIII

MESSE E ORAZIONI PER DIVERSE CIRCOSTANZE E MESSE DEI DEFUNTI

I. Messe e orazioni per diverse circostanze

339. Poiché la liturgia dei sacramenti e dei sacramentali offre ai fedeli ben disposti la possibilità di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia che fluisce dal mistero pasquale (1), e poiché l'eucaristia è il sacramento per eccellenza, il messale presenta formulari di messe e di orazioni che si possono usare nelle diverse circostanze della vita cristiana, per le necessità di tutto il mondo o della Chiesa universale e locale.

340. Essendovi una maggiore facoltà di scegliere le letture e le orazioni, è bene che delle messe "per diverse circostanze" si faccia un uso moderato, cioè quando lo esige l'opportunità pastorale.

341. In tutte le messe "per diverse circostanze", salvo espresse indicazioni in contrario, si possono usare le letture feriali con i loro canti responsoriali, se si accordano con la celebrazione.

342. Le messe "per diverse circostanze" sono di tre tipi: a) Messe rituali, collegate con la celebrazione di alcuni sacramenti o sacramentali; b) Messe per varie necessità, che vengono dette in alcune occasioni, sia saltuariamente, sia in tempi determinati; c) Messe votive o di devozione, che vengono scelte liberamente secondo la devozione dei fedeli per commemorare i misteri del Signore, o per onorare la beata vergine Maria e i santi.

343. Le messe rituali sono proibite nelle domeniche di avvento, quaresima e pasqua, nelle solennità, e nella settimana santa; si devono inoltre osservare le norme indicate nei libri rituali o nei formulari delle messe stesse.

344. Tra le messe "per varie necessità", la competente autorità può scegliere messe per eventuali suppliche pubbliche, stabilite dalla competente autorità nel corso dell'anno.

345. Nel caso di una necessità particolarmente grave o di una utilità pastorale, si può celebrare una messa adatta, per ordine o con il consenso dell'Ordinario del luogo, in qualsiasi giorno, eccetto le solennità e le domeniche di avvento, quaresima e pasqua, le ferie "prenatalizie", di quaresima e della settimana santa.

346. Nei giorni in cui occorre una "memoria" obbligatoria o una feria di avvento, del tempo natalizio e del tempo pasquale, giorni nei quali sono proibite le messe votive, se lo richiede un'autentica necessità o un'utilità pastorale, nella messa con partecipazione di popolo si può usare il formulario corrispondente a questa necessità o utilità, a giudizio del rettore della chiesa o dello stesso celebrante.

347. Nelle ferie del tempo ordinario nelle quali occorrono memorie facoltative o si fa l'ufficio della feria, si può celebrare qualunque messa o utilizzare qualunque orazione "per diverse circostanze", fatta eccezione per le messe rituali.

II. Messe dei defunti

348. La Chiesa offre il sacrificio eucaristico della pasqua di Cristo per i defunti, in modo che, per la comunione esistente fra tutte le membra di Cristo, gli uni ricevano un aiuto spirituale, e gli altri il conforto della speranza.

349. Tra le messe per i defunti, ha il primo posto la messa esequiale, che si può celebrare tutti i giorni, eccetto le solennità di precetto, il giovedì santo, il triduo pasquale e le domeniche di avvento, quaresima e pasqua.

350. La messa dei defunti alla notizia della morte di una persona, o nel giorno della sepoltura definitiva, o nel primo anniversario, si può celebrare anche nei giorni nei quali occorre una memoria obbligatoria o una feria, che non sia feria prenatalizia o della settimana santa. Le altre messe per i defunti, o messe "quotidiane", si possono celebrare nei giorni in cui sono permesse le messe votive, purché siano veramente applicate per i defunti.

351. Nella messa esequiale si tenga normalmente una breve omelia, escludendo però la forma dell'elogio funebre. Si raccomanda l'omelia anche nelle altre messe per i defunti con partecipazione di popolo.

352. Si invitino i fedeli, specialmente i familiari del defunto, a partecipare con la santa comunione al sacrificio eucaristico offerto per il defunto stesso.

353. Nell'ordinare e scegliere le parti variabili della messa per i defunti (come le orazioni, le letture, la preghiera dei fedeli), specialmente nella messa esequiale, si tengano presenti, come è giusto, gli aspetti pastorali che interessano il defunto, la sua famiglia e i presenti. Inoltre i pastori d'anime abbiano un riguardo speciale per coloro che in occasione del funerale sono presenti alla celebrazione liturgica o ascoltano la lettura del vangelo, siano essi acattolici o cattolici che non partecipano mai o quasi mai all'eucaristia, o che sembrano aver perduto la fede; i sacerdoti sono per tutti i ministri del vangelo di Cristo.

354. Nelle messe esequiali dei defunti, dopo la notizia della morte, nel giorno della sepoltura definitiva e nel primo anniversario, le letture si prendano dal lezionario dei defunti; nelle altre messe per i defunti è permesso l'uso del lezionario feriale.




NOTE  (torna in cima)
  1. Cfr. Concilio Vaticano II, Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, n. 61.

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