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Introduzione dell'Evangeliario
per le domeniche, solennitÓ e feste
a cura di G. MONZIO COMPAGNONI - Milano, Ancora, 2002


LA CONFIGURAZIONE DELL'EVANGELIARIO

Finalità e destinatari

La presente edizione dell'Evangeliario è stata pensata anzitutto per dare maggiore onore e rilievo alla proclamazione del Vangelo durante le celebrazioni nel corso dell'anno liturgico.

Essa non intende tuttavia sostituire l'editio typica - che permane il Lezionario - ma vi si affianca, dando attuazione all'indicazione contenuta nell'Ordo lectionum Missæ e nel Messale di realizzare un Evangeliario «distinto dal libro delle altre letture» (1), e di rinnovare

l'antica consuetudine di pubblicare in edizione separata il volume per i Vangeli e quello per le altre letture dell'Antico e del Nuovo Testamento. (2)

I destinatari di questo strumento celebrativo sono stati identificati non solo - come suggerito dall'Ordo lectionum Missæ - «nelle cattedrali e [...] nelle parrocchie e chiese più grandi e più frequentate» (3), ma in tutte le comunità parrocchiali e non, perché possano usufruire di un Evangeliario il più possibile completo da utilizzare nel corso dell'intero anno liturgico. Già il sussidio che raccoglieva le celebrazioni per il grande Giubileo aveva raccomandato:

L'Evangeliario dovrà essere normalmente utilizzato nelle domeniche e nelle principali feste dell'anno liturgico e si dovrà dare risalto al «segno della processione», con la quale il diacono e i ministranti si recano all'ambone per la proclamazione del Vangelo. (4)

Questo Evangeliario contiene dunque le pericopi in uso nelle celebrazioni dell'anno liturgico - specialmente le celebrazioni eucaristiche - per le domeniche, solennità e feste del Signore, della beata Vergine e dei santi, sia per il rito romano che ambrosiano (cfr. la Tabella dei giorni liturgici):

1. il Triduo pasquale della passione e risurrezione del Signore;

2. il Natale del Signore, l'Epifania, l'Ascensione e la Pentecoste; le domeniche dei tempi di avvento, quaresima e Pasqua; il mercoledì delle Ceneri (rito romano); il sabato «in traditione Symboli» (rito ambrosiano); le ferie della Settimana santa (da lunedì a giovedì); i giorni dell'ottava di Pasqua;

3. le solennità e feste del Signore previste dal calendario comune; la Commemorazione di tutti i fedeli defunti; la festa dell'anniversario della dedicazione della chiesa cattedrale di Milano (rito ambrosiano);

4. le domeniche del tempo di Natale e del tempo «per annum»; i giorni 26-28 dicembre;

5. le solennità e le feste della beata Maria Vergine e dei santi contemplate dal calendario comune;

6. le solennità e feste dei santi proprie del rito ambrosiano (sant'Ambrogio, san Carlo Borromeo, santi Gervaso e Protaso, sant'Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi).


Struttura e metodologia redazionale

Tenendo conto sia delle finalità liturgico-pastorali che della tipologia dei destinatari, per la redazione del presente volume si è deciso di riprendere non tanto l'antica tradizione dell'Evangeliario quadriforme, e neppure quella dei Capitolari, bensì quella degli Evangelistari, la cui impostazione è stata ritenuta la più pratica e confacente per l'uso celebrativo.

Le singole pericopi da proclamare sono così state riportate per esteso, disposte tuttavia non più secondo lo sviluppo dell'anno liturgico, bensì conformemente all'ordine canonico occidentale dei Vangeli e secondo la progressione dei capitoli e dei versetti, riportando per ciascun brano gli estremi subito dopo l'indicazione iniziale del vangelo di appartenenza, e rettificando eventuali inesattezze presenti nei libri liturgici ufficiali.

Tutti i testi contenuti nel presente Evangeliario sono desunti dai rispettivi Lezionari per uso liturgico; quando invece - come nel caso delle due patrone d'Europa recentemente proclamate - il Lezionario italiano non formulava alcuna proposta esplicita, ci si è attenuti alla indicazione dell'Ordo lectionum Missæ, oppure alla proposta ufficiale dell'Ordine di appartenenza delle sante.

Le pericopi recepiscono in genere le variazioni di traduzione e di ortografia ivi apportate rispetto alla seconda edizione in lingua italiana della Sacra Bibbia per uso liturgico (1972). Anche in questo caso, eventuali refusi o errori materiali sono stati corretti senza darne segnalazione.

Conformemente all'uso dei Lezionari, per facilitare la proclamazione, ogni pericope è stata articolata in sezioni minori, contraddistinte da uno spazio tra un capoverso e l'altro. Di norma, ci si è attenuti alla suddivisione già presente nei libri liturgici; quando però tale suddivisione era assente, oppure vi erano più alternative, è stata adottata o introdotta ex novo quella ritenuta più pertinente alla natura e alla struttura del passo.

Nel caso di varianti testuali significative legate a differenti occasioni celebrative, accanto a quella proposta come principale sono state riportate anche le altre opzioni possibili, racchiuse tra due linee orizzontali.

Pur dando la preferenza alla forma integrale delle pericopi, si è nondimeno ritenuto opportuno riportare anche - quando previsto - le rispettive forme brevi, opportunamente segnalate sia mediante un asterisco posto subito dopo l'indicazione del vangelo di appartenenza, sia con una apposita rubrica, e riportate immediatamente di seguito alla forma integrale della pericope. Quando di un medesimo brano evangelico sono disponibili più forme brevi, esse sono state riportate in sequenza, contraddistinguendole con numeri romani.

Sempre allo scopo di facilitare la proclamazione, si è provveduto a normalizzare l'accentazione, segnando l'accento tonico sulle parole sdrucciole o bisdrucciole (es.: vedétevela) e sui termini omografi (es.: pèrdono/perdóno). Per quanto riguarda i nomi propri, è stata di norma segnato l'accento tonico, preferendo quando possibile la pronuncia ebraica (es.: Esròm). Analogamente, si è provveduto a segnare, se necessario, l'accento fonico (es.: Sidóne); è stata omessa tuttavia l'indicazione dell'accento circonflesso.

Anche l'uso dei segni di interpunzione è stato normalizzato e, quando necessario, integrato, per favorire sia la lettura o il canto, sia la comprensione del testo da parte dell'assemblea.

In calce ad ogni pericope - e, quando vi è la forma breve, al termine di quest'ultima - sono state riportate le indicazioni per l'utilizzo, disposte secondo l'ordine della Tabella di precedenza dei giorni liturgici e, comunque, secondo l'ordine sopra indicato.

In appendice sono state inseriti alcune melodie-tipo per la proclamazione in canto del Vangelo: per il rito romano, le due proposte che figurano nel Messale romano italiano e le tre presenti nel Graduale Romanum; per il rito ambrosiano, accanto alla melodia per il canto in italiano ricalcata su quella tradizionale ambrosiana e a quella di nuova composizione (Migliavacca) sono stati riprodotti i modelli in lingua latina presenti sia nell'Antiphonale missarum (1935), sia nel nuovo Antiphonale missarum simplex (2001). Per ciascuno schema si sono riportati, nell'ordine, il dialogo iniziale, il tono per il canto e l'acclamazione finale, seguiti da un esempio di proclamazione in canto.

Per facilitare l'utilizzo dell'Evangeliario, corredano il volume tre serie di indici analitici: quello cronologico che, per ogni domenica, solennità o festa dell'anno liturgico - sia per il rito romano che ambrosiano - riporta l'indicazione della pericope da proclamare e il luogo in cui sia possibile reperirne il testo; quello alfabetico, che elenca la serie di solennità e feste del Signore, della beata Vergine e dei santi di cui l'Evangeliario riporta i brani evangelici; infine, quello sistematico che, per ciascun Vangelo, riporta l'elenco di passi contenuti nel volume.


In considerazione del valore simbolico dell'Evangeliario, l'Ordo lectionum Missæ e i Praenotanda del Messale richiamano che

i libri, dai quali si desumono le letture della parola di Dio, devono [...] suscitare negli ascoltatori il senso della presenza di Dio che parla al suo popolo. Si deve quindi procurare che anche i libri, essendo nell'azione liturgica segni e simboli di realtà superiori, siano davvero degni, decorosi e belli. (5)

Nella presente edizione si è ritenuto che il compito di esprimere la dignità, il decoro e la bellezza che si addicono al libro che accoglie il Vangelo del Signore dovessero essere affidati da un lato alla tavola che apre il volume - opera dell'iconografo Emil Marinov Tzeinski - nella quale è raffigurato il Cristo Pantokràtor, colui che è prima di tutte le cose e nel quale tutte sussistono, per mezzo del quale tutto è stato creato e nel quale trovano la loro ricapitolazione tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra (cfr. Ef 1,10; Col 1,16-17). Nella sua morte e risurrezione, egli stabilisce l'Alleanza nuova ed eterna e dà vita a «un nuovo cielo e una nuova terra» (Ap 2,1; cfr. Is 65, 17; 66,22; 2 Pt 3,13); di lui gli evangelisti sono irradiazione e annunciatori in tutto il mondo.

Insieme, la nitidezza della composizione tipografica è stata chiamata a realizzare quella «nobile semplicità» richiesta dal concilio Vaticano II per tutto ciò che riguarda la liturgia. (6)

L'Evangeliario viene ora affidato alle singole comunità cristiane, perché si pongano in ascolto dell'unico Maestro che - nella persona del diacono o del presbitero che proclama la sacra pagina - annuncia il Vangelo e se ne lascino trasformare.




NOTE  (torna in cima)

  1. PNMR2, n. 79 (= PNMA2, n. 80); IGMR3, n. 117; cfr. anche OLM2, n. 36 e IGMR3, n. 349.
  2. OLM2, n. 113.
  3. OLM2, n. 36.
  4. BSS, p. 91, n. 15.
  5. OLM2, n. 35; cfr. anche IGMR3, n. 349.
  6. Cfr. Sacrosanctum concilium, nn. 34, 122, 124.

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