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Vida cristiana e el día del Señor

 

Nel Percorso pastorale diocesano 2003-2006 «Mi sarete testimoni». Il volto missionario della Chiesa, il card. Tettamanzi — Arcivescovo di Milano e Gran cancelliere del PIAMS — ha scritto:

«Noi non possiamo stare senza la cena del Signore». «Sì, sono andata all’assemblea e ho celebrato la cena del Signore con i miei fratelli, perché sono cristiana». Pronunciate dai martiri di Abitine, nell’Africa proconsolare, queste parole manifestano senza ombra di dubbio quale importanza i cristiani abbiano dato, fin dai primi secoli, alla partecipazione all’Eucaristia domenicale. L’hanno considerata come un’esigenza irrinunciabile: «Noi non possiamo stare senza la cena del Signore». L’hanno riconosciuta e vissuta come il più evidente segno distintivo del loro essere discepoli di Gesù: «Ho celebrato la cena del Signore… perché sono cristiana». Questa ferma convinzione ha sostenuto l’esistenza di tantissimi altri uomini e donne che, in duemila anni di storia, hanno fatto dell’Eucaristia nel giorno del Signore il momento più forte e significativo della loro esperienza di fede e di vita» (n. 39).

«[...] Noi non possiamo vivere senza la domenica! Il Signore ci aiuti a fare nostra questa convinzione e a testimoniarla di fronte a tutti e a ogni costo. Sì, non possiamo vivere senza la domenica perché non possiamo vivere senza la Cena del Signore! Non possiamo vivere senza l’Eucaristia perché, di diritto e di fatto, come afferma il Papa con le parole iniziali della sua Enciclica, «La Chiesa vive dell’Eucaristia» (Ecclesia de Eucharistia, 1). L’Eucaristia, in realtà, genera la Chiesa: la genera come Corpo di Cristo, presenza e continuazione di lui nel mondo e nella storia. L’Eucaristia è il pane del cammino che alimenta i singoli credenti e l’intera comunità nel loro pellegrinaggio, un pellegrinaggio tutto caratterizzato e finalizzato alla missione di essere testimoni del Signore risorto: «Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra» (Atti 1, 8). L’Eucaristia riempie di sé tutta la Chiesa, perché è il bene più grande e prezioso, il tesoro più splendido e straordinario che essa possiede: è, in realtà, lo stesso Signore Gesù, vero Dio e vero uomo, l’unico, universale e necessario Salvatore dell’uomo e del mondo, che dona se stesso sulla croce e, così, redime e rinnova l’umanità intera» (n. 53).

«[...] Nell’intera Diocesi, si prevedano momenti, occasioni e iniziative per riscoprire e aiutare a far vivere di più e meglio il senso, il valore, l’importanza e la bellezza della domenica cristiana. A questo scopo potrà essere utile riprendere, nei modi più opportuni – per i quali non mancheranno indicazioni più precise –, il documento dei vescovi italiani del 1984, dal titolo Il giorno del Signore, e la Lettera apostolica Dies Domini, di Giovanni Paolo II, scritta nel 1998» (n. 54).


A tal fine, e in prospettiva della celebrazione del prossimo Congresso eucaristico nazionale di Bari (22-29 maggio 2005), il PIAMS è lieto di mettere a disposizione di tutti gli utenti del sito i due autorevoli documenti sopra richiamati, perché siano di stimolo per un'autentica crescita della fede dei singoli credenti e della comunione ecclesiale.


CEI, Il giorno del Signore (Documento PDF, 184 kByte)

Giovanni Paolo II, Dies Domini (Documento PDF, 373 kByte)