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Leccionario ambrosiano: liturgia de la palabra

Liturgia della Parola

[Dalla "Institutio Generalis" del Messale ambrosiano]

32. Le letture scelte dalla sacra scrittura con i canti che le accompagnano, costituiscono la parte principale della liturgia della parola; l'omelia, il canto dopo il vangelo, la professione di fede e la preghiera universale o preghiera dei fedeli, l'orazione a conclusione della liturgia della parola sviluppano e concludono tale parte. Infatti nelle letture, che vengono poi spiegate nella omelia, Dio parla al suo popolo (18), gli manifesta il mistero della redenzione e della salvezza e offre un nutrimento spirituale; Cristo stesso è presente per mezzo della sua parola, tra i fedeli (19). Il popolo fa propria questa parola divina con i canti e vi aderisce con la professione di fede; così nutrito, prega nell'orazione universale per le necessità di tutta la Chiesa e per la salvezza del mondo intero.


Le letture bibliche

33. Con le letture si offre ai fedeli la mensa della parola di Dio e si aprono loro i tesori della Bibbia (20). Poiché secondo la tradizione l'ufficio di proclamare le letture non spetta al presidente ma ad uno dei ministri, conviene che, d'ordinario, il diacono, o, in sua assenza, un altro sacerdote legga il vangelo; un lettore invece legga le altre letture. Mancando però il diacono o un altro sacerdote, leggerà il vangelo lo stesso celebrante (21).

34. Alla lettura del vangelo si deve il massimo rispetto; lo insegna la liturgia stessa, perché la distingue dalle altre letture con particolari onori, sia da parte del ministro incaricato di proclamarla che si prepara con la benedizione e con la preghiera, sia da parte dei fedeli, i quali con le acclamazioni riconoscono e professano che Cristo è presente, e parla a loro, e ascoltano la lettura stando in piedi; sia per mezzo dei segni di venerazione che si rendono al libro dei vangeli.


I canti tra le letture

35. Alla prima lettura segue il salmo responsoriale o salmello, che è parte integrante della liturgia della parola. Il salmo, d'ordinario, è preso dal lezionario, perché ogni testo salmodico è direttamente connesso con la relativa lettura: pertanto la scelta del salmo dipende dalle letture. Nondimeno, perché il popolo più facilmente possa ripetere il ritornello, sono stati scelti alcuni testi comuni di ritornelli e di salmi -per diversi tempi dell'anno e per le diverse categorie di santi; questi testi si, possono utilizzare al posto di quelli corrispondenti alle letture ogni volta che il salmo viene cantato.

Il cantore del salmo, o salmista, recita (o canta) i versetti del salmo al­l'ambone o in altro luogo adatto: l'assemblea sta seduta e ascolta, e parte­cipa di solito con il ritornello, a meno che il salmo non sia recitato (o cantato) per intero senza ritornello.

Se si canta, oltre al salmo indicato nel lezionario, si può utilizzare un salmello come sta scritto nell'antifonale.

36. Alla seconda lettura segue l'Alleluia o un altro canto a seconda dei tempo liturgico.
a) L'Alleluia si canta in qualsiasi tempo, tranne che in Quaresima. Può essere iniziato o da tutti, o dalla schola, o da un cantore e, se è il caso, lo si ripete. I versetti si scelgono dal lezionario oppure dall'antifonale
b) L'altro canto è costituito da un versetto prima del vangelo (cioè un canto al vangelo), oppure da un altro salmo o canto come si trovano nel lezionario o nell'antifonale.

37. Quando vi è una sola lettura prima del vangelo:
a) nel tempo in cui si canta l'Alleluia, si può utilizzare o il salmo alleluiatico, oppure il salmo e l'Alleluia con il suo versetto, o solo il salmo o solo l'Alleluia;
b) nel tempo in cui l'Alleluia non si canta, si può eseguire o il salmo, o il versetto prima del vangelo.

38) Il salmo dopo la lettura, se non viene cantato, deve essere letto ad alta voce, invece l'Alleluia e il versetto prima del vangelo, se non si cantano, si possono tralasciare. L'antifona prima del vangelo, che si trova in alcuni giorni determinati (Natale del Signore, Epifania, Pasqua, e solennità del Titolo e del Patrono), se non viene cantata, può essere tralasciata.


Altri riferimenti alla liturgia della parola:
a fianco sono annotati i numeri marginali della Institutio generalis.

Celebrazione:
- svolgimento, 90-97
- compito del diacono, 134
- compito del lettore, 153-155

Ministri:
- generalità, 33, 67
- diacono, 62
- lettore, 67
- salmista, 35, 67, 68

Luogo per la proclamazione, 285
Uso dell'incenso, 248
Introduzione delle letture, 11
Tono della lettura, 18
Canto al Vangelo, 36
Atteggiamento dei fedeli, 21
Messa senza il popolo, 230, 231


[Dal Sinodo XLVI n. 115,b]

Nelle Solennità e Feste in onore dei Santi patronali di Chiese o di associazioni o in altre occasioni di Solennità, che richiedono tre letture, si può sostituire la prima lettura con la biografia ("Passio" o "Depositio") del Santo.
La biografia deve essere approvata dalla Congregazione per il Rito ambrosiano
Secondo Princìpi e norme per l'uso del Messale ambrosiano (n. 90) al termine della lettura il popolo acclama: Amen.


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