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El nuevo antifonal ambrosiano

È finalmente sotto i nostri occhi — sostenuto e patrocinato da S. Em. il Card. Arcivescovo di Milano, dalla parrocchia del Duomo (S. Tecla in S. Maria Nascente), dal Capitolo metropolitano e della Postulazione per la canonizzazione del beato card. Schuster — il nuovo Antiphonale missarum iuxta ritum sanctae Ecclesiae Mediolanensis (Lucca, LIM, 2006).

A 70 anni di distanza dall'omonima pubblicazione voluta dal card. Schuster e curata da Gregori Maria Sunyol, salutano questa opera editoriale — che fa seguito alla recensione simplex comparsa qualche anno fa — l'Arcidiocesi di Milano, la Congregazione del rito ambrosiano e il Pontificio istituto ambrosiano di musica sacra.

Di cosa si tratta? Si tratta di un nuovo libro di canto ambrosiano, contenente brani ritenuti appartenenti al repertorio autentico dell'antico canto milanese.

L'identificazione storica e la scelta di testi e melodie è stata operata dall'eminente studioso dom Jean Claire, del monastero di Solesmes, che, considerando solo parti certamente antiche e certamente ambrosiane, e togliendo in quanto possibile le inclusioni intervenute dall'età carolingia in avanti, ha inteso restituire ai testi e alla monodia ambrosiana la loro fisionomia originaria.

Opera di mons. Alberto Turco, del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, è invece il restauro delle melodie identificate: a tal fine, egli sottoposto a comparazione numerosi antichi codici.

Al M° Ottavio Beretta è dovuta infine la sobria ed elegante veste che denota il volume: alla sua abilità vanno ascritte, l'editing complessivo, oltre che l'equilibrata grafica musicale e l'accurata impaginazione.

Quali i destinatari dell'Antiphonale? Il suo uso sarà primariamente liturgico, pur tenendo presente che lo stile ornato e a volte complesso dei brani contenuti richiede una Schola adeguatamente preparata. Se ne avvarranno soprattutto i luoghi liturgici dove il canto ambrosiano viene abitualmente eseguito: la Cattedrale milanese, la basilica di S. Ambrogio, le comunità claustrali, specie i monasteri delle Romite ambrosiane, senza trascurare le parrocchie nelle quali — in circostanze particolari — tale pratica viene lodevolmente conservata.

La pubblicazione riveste tuttavia anche un carattere culturale. Il canto ambrosiano è la musica occidentale-europea più antica che sia ancora oggi eseguita (precede lo stesso canto gregoriano), e come tale suscita e non mancherà di suscitare l'interesse di diversi studiosi, in sedi accademiche e scientifiche europee ed extraeuropee.

Ma non si tratta di archeologismo. È stato detto che il canto gregoriano è fondalmentalmente «esegesi della Parola». Ciò vale anche per il canto ambrosiano: lo studio della modalità in cui queste antiche musiche liturgiche si pongono a servizio della Parola di Dio, «spiegandone» musicalmente i significati profondi, può insegnare ancor oggi come comporre musica sacra, sia pure pur con diversi (o, se vogliamo, più moderni) mezzi espressivi.

L'Antiphonale e il repertorio da esso descritto si pongono dunque anche come opportunità di approfondimento per i compositori di oggi, ma soprattutto come autorevole e sperimentato modello di una felice relazione fra musica e sacra Scrittura. A conti fatti, c'è da fidarsi.

M° Mons. Dr. GianLuigi Rusconi