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Il Preconio
Dossier a cura di Giordano Monzio Compagnoni


Messale ambrosiano, a cura delle religiose di S. N. del Cenacolo [...] con l'assistenza di mons. dott. G. Nogara, [I], Milano 1923, pp. 391*-398*


Esulti ormai l'angelica squadra celeste; esultino i divini misteri; e, per la vittoria di un così grande Re, squilli la tromba di salute. Si rallegri la terra da tanta luce irradiata; e, abbellita dallo splendore del Re eterno, senta che sono scomparse le tenebre, onde era coperto il mondo. Si allieti anche la madre Chiesa, adornata dal fulgore di tanta luce; e risuoni quest'aula delle forti voci dei popoli. Laonde, o fratelli carissimi, raccolti alla stupenda chiarezza di questo lume, la misericordia di Dio onnipotente, io vi scongiuro, meco implorate; affinché colui, che senza alcun mio merito si degnò di annoverarmi fra i Leviti, infondendo la grazia della sua luce, comandi che si compia la lode di questo Cereo. Col favore di nostro Signore Gesù Cristo, suo Figliuolo, il quale con lui vive e regna, Dio, insieme allo Spirito santo, per tutti i secoli de' secoli.

R. Così sia.


V. Il Signore sia con voi.

R. E col tuo spirito.

V. In alto i cuori.

R. Li abbiamo rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore Dio nostro.

R. È cosa degna e giusta.

È cosa degna e giusta: sì veramente è degno e giusto, conveniente e salutare, che noi sempre, qui e dappertutto, ti rendiamo grazie, o Signore santo, Padre onnipotente, eterno Dio. Tu non già col sangue e col grasso di animali, ma col Sangue e col Corpo del Figlio tuo unigenito, Gesù Cristo, hai consacrato la Pasqua di tutti i popoli; affinché, abolite le cerimonie di un popolo ingrato, alla legge succedesse la grazia, ed una sola vittima, offertasi volontariamente una sola volta alla tua maestà, espiasse la colpa di tutto il mondo. Questo è l'Agnello già simboleggiato nelle, tavole di pietra; non scelto dal gregge, ma venuto dal cielo; non bisognoso di pastore, ma buon Pastore egli stesso, che diede la sua vita per le sue pecore, e di nuovo la riprese; affinché la divina degnazione ne insegnasse l'umiltà, e la risurrezione del corpo ne desse la speranza. Egli sotto la mano di chi lo tosava non emise voce di lamentevole belato; ma esclamò con parola evangelica, dicendo: Vedrete di poi il Figlio dell'uomo sedere alla destra della maestà. Egli e noi a te riconcilia, o Padre onnipotente, e, circondato com'è da maestà eguale alla tua, ne perdona. Poiché quello che ai padri accadeva in figura, a noi succede in realtà.


Qui il diacono accende il cereo e due altri ceri minori, e poi continua:


Ecco, già risplende la colonna di fuoco, che deve guidare nel tempo della notte beata il popolo del Signore alle onde salutari; in esse il persecutore rimane sommerso, e il popolo di Cristo ne esce fuori liberato. Infatti quegli che a cagione di Adamo era nato alla morte, concepito ora nell'acqua dello Spirito santo, per mezzo di Cristo è rigenerato alla vita. Sciogliamo adunque volontieri i celebrati digiuni, poiché é stato immolato Cristo nostra Pasqua; né soltanto banchettiamo colle Carni dell'Agnello, ma inebriamoci altresì del suo Sangue. Poiché solamente questo sangue non nuoce, ma dà salute a chi ne beve. Cibiamoci altresì dello stesso azimo; essendo che non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola di Dio. Poiché questo è il pane, che discende dal cielo, molto più eccellente di quella manna, che cadde già una volta in pioggia benefica, della quale si nutrì allora Israele, che tuttavia perì. Ma chi mangia di questo Corpo acquista una vita perenne. Ecco che sono passati i vecchi riti; tutto si é rinnovato. Infatti il coltello della circoncisione mosaica si é arrugginito, e l'asprezza acuta delle pietre di Gesù Nave é oramai fuori d'uso. Il popolo di Cristo vien segnato in fronte, non nell'inguine con una lavanda, non con ferita; col Crisma, non col sangue.


Quiil diacono infigge i cinque grani d'incenso nel cereo in forma di croce.


Conviene dunque che in questo approssimarsi della vespertina risurrezione del nostro Signore e Salvatore, noi abbruciamo la pingue cera, che ha il candore nell'aspetto, la soavità nel profumo, lo splendore nella luce; che non si scioglie in liquido, che non si corrompe, né esala ingrato odore che ripugna. Cosa ci sarà di più acconcio, di più festivo, che far la veglia al fiore di Jesse, con fiori e fiaccole? Tanto più che anche la Sapienza di se stessa cantò: Io sono il fiore del campo e il giglio delle valli. Non é il pino incendiato che trasuda la cera, né la stilla il cedro, ferito da frequenti colpi di scure; ma è un'arcana creazione della verginità, e trasformata risplende di niveo candore: La liquida onda della fonte produce lo stesso papiro, il quale, a guisa di anima innocente, si svolge senza essere tenuto assieme da legami, ma, circondato dalla verginale materia, esso, che fu alimentato dalle acque, si associa al fuoco. Conviene adunque aspettar coi dolcificati lumi della Chiesa l'arrivo dello Sposo, e ponderare con tutta la possibile simile devozione l'abbondanza della santità ricevuta, e non lasciare che alle sante veglie si frammischino le tenebre, ma sapientemente fornire la lampada di lumi perpetui; affinché non avvenga che, mentre s'infonde nuovo olio alle lampade, non ritardiamo l'omaggio dovuto all'arrivo del Signore, il quale certamente sopravverrà in un batter d'occhio, come il baleno.


Qui si accendono le lampade e gli altri lumi della chiesa.


Nella sera adunque di questo giorno si compendia tutta la pienezza del venerabile mistero; e quanto é stato in tempi diversi simboleggiato o fatto, tutto si compie, svolgendosi nel corso di questa notte. Poiché anzitutto precede questa luce vespertina, come quella stella che fu guida ai Magi. Tien dietro l'onda della mistica rigenerazione, come la corrente del Giordano santificato dal Signore: In terzo luogo la voce apostolica del Sacerdote annuncia la risurrezione di Cristo. E per ultimo, a compimento di tutto il mistero, si ciba di Cristo la turba dei fedeli. Deh questa, santificata dalla preghiera e dai meriti del tuo sommo Sacerdote e Vescovo Ambrogio, si accinga, col favore di Cristo, a celebrare il giorno della risurrezione del Signore. Tutto questo si compia per i meriti del buono e benedetto Figlio tuo Signor nostro Gesù Cristo, col quale vivi e regni beato, un solo Dio, collo Spirito santo, per tutti i recoli dei secoli.

R. Così sia.


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