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Il Preconio
Dossier a cura di Giordano Monzio Compagnoni


Messale ambrosiano. Settimana santa. Ottava di Pasqua, Milano 1972, pp. 61-64.

Esultino, in cielo, i cori degli Angeli,
esultino anche i ministri di Dio.
Per la vittoria di un re così grande,
risuoni la tromba che annuncia salvezza.
Guardi con gioia la terra
irradiata da questo fulgore;
le tenebre sono finite
perché la inonda la luce, l'eterno Sovrano.
Gioisca la Chiesa, madre santa,
adorna di vivo splendor;
in questo tempio risuoni la festa
del popolo, che prega con voce corale.
Ci assista Cristo Gesù, Figlio suo e nostro Signore,
che vive e regna, Dio, nell'unità con lo Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Popolo: Amen.

Diacono: Il Signore sia con voi.
Popolo: E con il tuo spirito.
Diacono: Innalziamo i nostri cuori.
Popolo: Sono rivolti al Signore.
Diacono: Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
Popolo: È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta,
doverosa e salutare,
che noi, sempre, qui e dappertutto,
ti rendiamo grazie, o Signore, Padre santo,
onnipotente ed eterno Dio.
Hai consacrato la Pasqua per tutte le genti
senza immolazione di pingui animali,
ma con il Corpo e il Sangue dell'unigenito Figlio,
Gesù Cristo, nostro Signore.
Hai lasciato cadere i riti del popolo antico
e la tua grazia ha superato la legge.
Una vittima sola,
ha offerto se stessa alla tua grandezza,
espiando, una volta per sempre,
il peccato di tutto il genere umano.

Questa vittima è l'Agnello
raffigurato nelle tavole antiche,
non scelto dal gregge: è mandato dal cielo.
Al pascolo nessuno lo guida,
è l'unico Pastore buono egli stesso.
Con la morte, alle pecore tutto se stesso ha donato,
e ci insegna la mitezza del cuore;
risorgendo, ha dominato la vita
e ci offre una grande speranza.
Dinanzi a chi lo tosava
non volle belare lamento,
ma con voce profetica, disse nel suo Vangelo:
«Tra poco vedrete il Figlio dell'uomo
assiso alla destra del Padre».
Uguale a te nella grandezza divina,
o Padre onnipotente, ci porta la pace e il tuo perdono.
Tutti gli eventi, raffigurati in antico,
oggi, per noi, si sono avverati.

Ecco: in questa notte beata
la colonna di fuoco risplende
e guida il popolo del Signore
alle acque che danno salvezza.
Vi si immerge il maligno e affoga;
libero, invece, ne risale, il popolo di Cristo.
Per Adamo, siamo nati alla morte;
ora, per Cristo, rinasciamo alla vita,
generati, nell'acqua, dallo Spirito Santo.
Sciogliamo, allora, il volontario digiuno:
Cristo, nostro Agnello pasquale,
viene immolato per noi.
Il suo corpo è nutrimento vitale,
il suo sangue è inebriante bevanda,
l'unico sangue che morte non reca,
ma sicura salvezza, a chi lo riceve.
Mangiamo questo pane senza fermento;
di solo pane non vive l'uomo
ma di ogni parola che viene da Dio.
È questo il pane disceso dal cielo,
e vale assai più della manna,
piovuta dall'alto, come rugiada.
Essa sfamava Israele,
ma non lo strappava alla morte.
Chi, invece, di questo corpo si ciba,
conquista la vita perenne.
Ecco: ogni culto antico è passato;
tutto, per noi, ridiventa nuovo.
Il coltello del rito mosaico, è smussato.
Di Giosuè, figlio di Nave,
più non taglia, aspramente, la pietra.
Il popolo di Cristo non subisce ferita,
ma riceve un Battesimo santo;
con il crisma viene segnato sulla fronte,
non con il sangue.

Questa notte, dobbiamo attendere in veglia
che il nostro Salvatore e Signore risorga.
Le tenebre che scendono insieme alla notte
non turbino ora la vigile attesa;
teniamo, per sempre, le fiaccole accese
come fanno gli amici prudenti;
l'indugio potrebbe attardare
l'incontro al Signore che viene.
Verrà certamente, in un batter di ciglio,
come il lampo improvviso
che guizza nel cielo.

Il tramonto di questa santa vigilia
abbraccia il mistero della nostra salvezza;
nella rapida corsa di una simile notte
si avverano fatti e figure di vari millenni.
Come ai magi la stella,
a noi si fa guida questa. luce notturna.
Il Sacerdote con apostolica voce
Cristo risorto a tutti proclama.
Poi, come l'onda, là sul Giordano,
santificata dal Signore presente,
ecco per arcano disegno,
l'acqua del santo Battesimo
ci fa nascere a vita nuova.
Infine, per compiere tutto il mistero,
il popolo fedele si nutre di Cristo.
Per le preghiere e i meriti santi
di Ambrogio, sacerdote sommo e vescovo nostro,
per la grazia copiosa di Cristo
accogliamo il giorno del Signore risorto.
Per Gesù Cristo, Figlio tuo benedetto
e Signore nostro, con il quale vivi e regni, Dio,
nell'unità con lo Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Popolo: Amen.

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