×

Ricerca

LEZIONARIO AMBROSIANO

Introduzione

1. Tutti i testi biblici, con i necessari adattamenti, sono tratti da LA SACRA BIBBIA, versione italiana per l'uso liturgico a cura della C.E.I (E.P.I. - Edizioni Pastorali Italiane, Roma 1971).


Organizzazione del volume

2. Il «supplemento ambrosiano» del lezionario romano riporta le letture per i tempi di avvento, di natale e di quaresima e per la settimana santa e l'ottava di pasqua ordinandole secondo l'anno liturgico, a cominciare dalla prima domenica di Avvento.

Il volume riporta anche quelle letture che risultano essere in comune con il lezionario romano onde evitare noiosi e scomodi ricorsi ad esso e garantire, per quanto possibile, la continuità di uso del «supplemento ambrosiano». Inoltre il volume ordina secondo i mesi, a partire da gennaio, il lezionario per quelle feste dei santi che nel rito ambrosiano richiedono tre letture. Infine esso comprende un repertorio per le messe che vengono celebrate in speciali circostanze e alcuni esempi di letture agiografiche.


Impaginazione e segni convenzionali

3. Una cura particolare è stata riservata all'impaginazione: normalmente e per quanto possibile la I lettura e il salmo responsoriale occupano, rispettivamente la sola prima pagina e la sola seconda pagina di ogni giorno; segue la seconda lettura e il canto al Vangelo, ma con uno stacco, per far risaltare che questo canto è legato tematicamente al Vangelo, al quale è riservata la pagina successiva.

Quando l'impaginato, a motivo di un più ampio sviluppo delle letture, ha dovuto subire variazioni, sono stati adottati i seguenti segni convenzionali:.

[triangolo con punta rivolta a destra] posto in fondo, a destra della pagina, sempre al termine di un periodo completo, indica che la lettura prosegue alla pagina seguente; quando il voltare pagina si è reso necessario per un salmo responsoriale, nella pagina successiva è stato ripetuto il ritornello (R/.), per comodità del lettore o del salmista, cioè per consentirgli di fare eventualmente da guida all'assemblea;

[stella a cinque punte] posto a fianco di PRIMA LETTURA, SECONDA LETTURA, VANGELO, preavverte che la stessa lettura ha di seguito la forma breve;

[stella a dodici punte] l'asterisco preavverte che segue una variante alla PRIMA LETTURA, o alla SECONDA O al VANGELO, oppure al CANTO AL VANGELO, in sostituzione, cioè, di quella o di quello che porta il segno convenzionale.

Il numero degli asterischi indica il numero delle varianti.

È stato adoperato un carattere di corpo grande per agevolare la proclamazione.


Accentazione

4. Anche quando poteva sembrare ovvio per il lettore più preparato, è stato messo l'accento tonico su alcune parole e su alcuni nomi biblici italianizzati; sugli altri nomi traslitterati dall'ebraico si è preferito non mettere l'accento per lasciare libertà di pronunzia tradizionale latina o di pronunzia ebraica (si tenga presente che in quest'ultimo caso l'accento tonico cade quasi sempre sull'ultima sillaba).

Quando l'accento tonico coincide con quello fonico, è stato posto l'accento grave (`) o acuto (´) per indicare rispettivamente aperto o chiuso delle vocali e ed o.


Adattamenti

5. Per alcuni salmi responsoriali, più frequentemente per i ritornelli (R./), e per alcuni canti al Vangelo, sono state adottate soluzioni diverse da quelle indicate dall'Ordo Lectionum Missae, avvalendosi dell'autorizzazione prevista dal n. 36 c/d della Istruzione sulla traduzione dei testi liturgici per la celebrazione con il popolo (Consilium ad exsequendam Const. de sacra Liturgia, 25 gennaio 1969) ove è detto: «Quando sono utilizzati per un canto, i testi dei responsori e delle antifo­ne, anche se tratti dalla Sacra Scrittura, diventano parte della liturgia, e rivestono un nuovo genere letterario. È quindi naturale che nel tradurli si dia ad essi una forma verbale che, pur conservandone pienamente il senso, si adatti al canto, si armonizzi col tempo liturgico o con una festa particolare, e sia facilmente compresa dai fedeli. Molti antichi antifonari recano parecchi esempi di questi adattamenti, con lievi ritocchi del testo originale. Se il contenuto di una antifona o di un salmo creasse qualche difficoltà, la Conferenza episcopale può autorizzare la scelta di un altro testo che risponda alle stesse esigenze della celebrazione liturgica e al senso proprio di un determinato tempo liturgico o di una data festa».


« Precedente Indice Successivo »