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Ateneo

Per una scuola superiore
di canto ambrosiano e di musica sacra
(1931)

"Cantem quae solitus cum plebem pasceret ore
Ambrosius vates, carmina pulchra loqui...
Qualis in hyblaeis Ambrosius eminet hymnis
Quo posito cunis, significastis, apes".
ENNODIO

Al venerando clero dell'archidiocesi ambrosiana.
Milano, che in grazia di s. Ambrogio, prima ancora di Roma, è stata la patria e l'ispiratrice del canto liturgico latino e della salmodia corale, non ha tuttora la sua Scuola superiore di musica ambrosiana, che studi, tuteli e accresca l'avito patrimonio musicale. Eppure, questo tesoro ha arricchito l'intera Chiesa; tanto che parecchi secoli dopo che il Magno Gregorio sulle rive del Tebro ebbe impresso gusto definitivamente latino alla Musa ambrosiana le arcaiche melodie milanesi ancor continuavano a risuonare sotto le volte delle più vetuste Chiese italiche, quanto più antiche tanto più care.
Questa mancanza di una scuola è assai sentita da molti del nostro clero, i quali più volte Ci hanno rivolto preghiera, perchè nei limiti delle Nostre forze vi provvediamo.
L'invito non poteva riuscirci più gradito: anche per la circostanza che Noi, per grazia del Signore, fin dalla prima ora facemmo parte del corpo insegnante della Pontificia Scuola Superiore di Musica Sacra in Roma, la quale, sorta già per iniziativa del ven. p. Angelo De Santi S.J. e posta da Benedetto XV all'immediata dipendenza della S. Sede Apostolica, già da cinque lustri promuove e prosegue nella Città Eterna quel medesimo programma di restaurazione musicale e liturgica che fu inaugurata da Pio X sin dai primi inizi del suo pontificato.
Ora a Milano si desidera e si sente il bisogno che una istituzione simile propugni e prosegua anche fra noi quel medesimo santo ideale che si prefiggeva Pio X nell'anno centenario di s. Gregorio Magno. È pur vero che tra le benemerenze della Scuola "Beato Angelico", v'è ancora quella di aver fondato nel suo seno una ben nutrita scuola di musica sacra. Quell'utilissima istituzione deve indubbiamente rimanere intatta, anzi merita di venire ancor più promossa tra il laicato e le associazioni cattoliche. Quello invece che Noi vorremmo fare a vantaggio delle nostre chiese è qualche cosa di ben diverso. In segno di filiale deferenza verso la Santa Sede Apostolica, madre e maestra universale, Noi desidereremmo di imitare a Milano, all'ombra del Duomo, quanto colla benedizione di Pio X di s.m. già da tempo fiorisce nell'Urbe e rende lieti frutti per tutto l'orbe cattolico. Si, Noi vagheggiamo una vera e propria Scuola ecclesiastica superiore di canto ambrosiano e di musica liturgica a servizio e del divin culto nell'archidiocesi Milanese.
Il programma così viene ben definito, ed il carattere ecclesiastico della Scuola ne resta accuratamente delineato.
L' Istituzione emana dalla stessa autorità arcivescovile dell'arcidiocesi, quella cioè a cui è affidata la tutela dell'intero patrimonio liturgico ambrosiano, di cui il canto è parte integrante. Come dunque già da antico c'è una Congregazione arcivescovile pel rito ambrosiano, così ora per iniziativa dell'arcivescovo sorge una Scuola Superiore per il Canto e per la Musica liturgica ambrosiana. La scuola deve rivestire, come in Roma, preciso carattere ecclesiastico, in quanto essa si prefigge direttamente ed esclusivamente. a differenza della "B. Angelico" dall'ambito più vasto, uno scopo liturgico, e vuole venire in aiuto ai cori qelle basiliche, delle prevosture, delle parrocchie e delle rispettive cappelle musicali dell'archidiocesi.
Il reclutamento degli alunni si compie preferibilmente tra le file del clero, canonici, cappellani, coadiutori, ecc. ai quali è affidata la direzione dei canti corali e la formazione dei pueri chorales, che sin da antico hanno conferito tanta grazia e vaghezza alla liturgia ambrosiana.
Ancor oggi in Duomo quanto non sono graziosi quei responsori "cum infantibus", che si eseguiscono nelle maggiori solennità del ciclo liturgico!
Memori, come siamo, delle difficoltà economiche attraversate dalla Pontificia Scuola Superiore di Musica Sacra prima di giungere all'attuale stato di floridezza e di gloria veramente degna della Sede Apostolica, Noi affidiamo questa pia iniziativa, dapprima alla divina Provvidenza, quindi allo zelo delle persone che preporremo alla Nostra Scuola ambrosiana. Siamo poi sicuri che l'intera archidiocesi, e particolarmente il ven. clero, guarderanno con occhio benevolo quest'istituzione che, avendo per oggetto quello che c'è di più bello e più artistico nelle tradizioni liturgiche ambrosiane, interessa davvero tutti. Potremmo anzi dire di più: la Scuola Superiore di Canto e di Musica Ambrosiana risponde tra noi ad un urgente bisogno del divin culto: giacchè, fatte poche lodevoli eccezioni, conviene deplorare come la tradizione musicale ambrosiana sia generalmente in istato di doloroso decadimento.
Eppure: quanto decoro nelle sacre funzioni, quanta edificazione tra i fedeli, quanto fervore di devozione non promuoverebbe in Chiesa una scuola di giovani cantori, "pueri chorales", ben diretta ed istruita da qualche esperto sacerdote, ben accompagnata da un abile maestro d'organo, i quali tutti, formati dapprima alla nostra Scuola Superiore, trasporterebbero nelle rispettive patrie e parrocchie la sana tradizione artistica delle melodie ambrosiane!
Il venerando clero sia sempre più convinto che la maestà del divin culto, lo splendore dei sacri riti, la pietà e l'ordine delle cerimonie prescritte hanno tale un'efficacia sull'animo dei fedeli, da costituire come una specie di efficacissima predicazione, di santa attrazione a Dio, di viva e permanente apologia della divinità della Chiesa. Chi non ricorda il noto passo delle Confessioni di sant'Agostino, là dove narra delle pie lagrime da lui versate nelle chiese di Milano, quando l'intera massa del popolo eseguiva il canto dei salmi e degli inni di s. Ambrogio? Questo appunto fu l'ideale a cui dopo Ambrogio si ispirarono gli altri grandi santi Nostri predecessori che sulla cattedra episcopale di Milano promossero e dilatarono il patrimonio liturgico che, non senza profondo significato, aveva tolto il nome dal suo massimo promotore, Ambrogio. Quanto bene si applica loro quell'encomio dell'Ecclesiastico: «Stare fecit cantores contra altare, et in sono eorum dulces fecit modos. Et dedit in celebrationibus decus» (Eccles. XLVII, 11).
Anche s. Carlo, nella riforma religiosa da Lui propugnata, attribuì somma importanza alla restaurazione della sacra liturgia; così che gli storici ricordano concordi la devota maestà colla quale egli soleva compiere le sacre funzioni. Anzi. questo spirito di religioso rispetto pel divin culto e di devota pompa nelle sacre cerimonie era giunto nel Borromeo ad una sensibilità così squisita, che ben rivela un'anima posseduta intimamente da quel carisma del timor santo di Dio, che è la caratteristica dei santi. Si narra che una volta, in un paese, se ne stette ritirato per due giorni in una casa, sinchè non gli fu riportato l'anello episcopale che aveva dimenticato nel villaggio precedente. Altra volta a Canobbio non osò compiere la benedizioni del cemetero, perchè non aveva portato seco la mitra. Sappiamo parimenti che nel Duomo della Metropolitana, alla cui fabbrica egli fece spendere per restauri ben tre milioni di scudi, quando osservava in coro qualche mancanza alle regole della liturgia o qualche cosa che meno si addicesse alla riverenza del divin culto, inviava senz'altro il maestro delle cerimonie ad ammonirne il colpevole.
La squisita tradizione liturgica dell'archidiocesi Ci fa sperare che anche questa nuova istituzione musicale, tanto necessaria ed invocata dal clero, prospererà colla grazia del Signore e colla buona volontà degli uomini.
A miglior garanzia del felice esito, Noi l'affidiamo all'intercessone di san Gregorio Magno e dei Nostri gloriosi patroni, i santi Ambrogio e Carlo, implorando in pari tempo sull'archidiocesi, ed in modo particolare sulla Scuola Superiore di Canto Ambrosiano e di Musica Sacra, la grazia della divina benedizione.
Milano, nel Natale di s. Gregorio Magno, 12 marzo 1931.

+ A. Ildefonso card. Schuster, arcivescovo



Altri documenti di fondazione:
Decreto di istituzione canonica 1940
Comunicazione dell'istituzione canonica 1940