PRINCIPI E NORME
PER L'USO DEL MESSALE AMBROSIANO

CAPITOLO IX

RITI PROPRI DELLA CHIESA METROPOLITANA
NELLE CELEBRAZIONI SOLENNI PRESIEDUTE DALL'ARCIVESCOVO

355. Secondo un'antica tradizione, la Chiesa Cattedrale Metropolitana di Milano ha conservato alcuni riti particolari, quando la messa è celebrata solennemente dall'arcivescovo. Questi riti possono essere usati anche quando l'arcivescovo celebra in particolari occasioni fuori dalla Chiesa Cattedrale. Essi competono anche a qualsiasi Ordinario di luogo che celebri solennemente in rito ambrosiano entro la propria diocesi o territorio ove legittimamente sia in vigore il rito ambrosiano stesso.

356. L'arcivescovo durante la messa pontificale o "stazionale" è assistito da sei diaconi, due alla cattedra e quattro per il servizio dell'altare e del vangelo, e da un prete assistente, se non c'è concelebrazione.

357. I riti introduttori prevedono il seguente svolgimento:
a) solenne ingresso con il canto dei dodici kyrie in gremio Ecclesiae, cui segue la sallenda propria della solennità celebrata;
b) prima che l'arcivescovo e i ministri bacino la mensa, due diaconi incensano l'altare, come primo atto di omaggio (1);
c) l'arcivescovo, dalla cattedra, dopo il segno di croce ed il saluto all'assemblea, intona subito, se previsto, il Gloria.

358. Normalmente, la prima lettura compete a un lettore istituito rivestito di piviale, la seconda lettura ad uno dei diaconi, il vangelo al primo dei diaconi. La processione per la proclamazione del vangelo prevede quattro diaconi, dei quali uno reca, ostendendolo, l'evangeliario, due reggono i cantari accesi (2) ed il quarto tiene il turibolo fumigante. Il rito, cui prestano il proprio ministero esclusivamente i diaconi, vuole mettere in evidenza il momento solenne della proclamazione evangelica. Prima dell'omelia l'arcivescovo riceve l'incensazione seduto in cattedra con mitra e pastorale, analogamente all'atto con cui viene incensato l'evangeliario prima della proclamazione del vangelo, come a voler sottolineare che la parola del vescovo nell'omelia non solo commenta ma in un certo modo continua e attualizza la Parola di Dio ascoltata nelle letture sacre.

359. Alla presentazione del pane e del calice, dopo la consacrazione, due dei diaconi ministranti incensano l'eucaristia.

360. Nella celebrazione vespertina del venerdì santo è lo stesso arcivescovo che dalla cattedra, assistito da sei diaconi, rivestito dei paramenti della messa e con la mitra in capo, proclama la lettura della passione, compiendo in tal modo la solenne commemorazione della morte del Signore (3), così come sarà l'arcivescovo a proclamare nella veglia pasquale l'annuncio della risurrezione.

361. Nella veglia pasquale, il canto del preconio conserva l'antica caratteristica di grande rito lucernale, durante il quale, gradatamente e in diversi momenti, legati al testo del preconio stesso, si compie l'illuminazione del tempio, quasi a rendere visibile l'immagine della luce pasquale che, dal cero, pervade progressivamente la chiesa in attesa del Signore risorto.




NOTE  (torna in cima)
  1. Cfr. BEROLDUS, ed. M. Magistretti, p. 49.
  2. Cfr. BEROLDUS, ed. M. Magistretti, p. 116.
  3. Cfr. BEROLDUS, ed. M. Magistretti, p. 40.

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