LEZIONARIO AMBROSIANO

Presentazione

Il presente Lezionario, che si deve più propriamente caratterizzare come un "Supplemento ambrosiano" ai volumi del Lezionario Romano, si è reso necessario per validi motivi, strettamente connessi con la conservazione e l'aggiornamento del Rito ambrosiano. Si tratta di alcune norme già lungamente discusse e poi decise dai nostri esperti della storia del rito e della pastorale liturgica ed approvate a Roma dalla Congregazione per il Culto divino. Esse figurano già tra i princìpi e le norme per l'uso del Messale ambrosiano e le norme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico premesse al testo del Messale ambrosiano, felicemente riformato e recentemente dato alle stampe nella sua veste italiana.

Tali norme si possono riassumere come segue, considerandole per il loro rapporto con le letture della Messa.

1. Il tempo di Avvento comprende sei domeniche, delle quali la sesta è la solennità della divina maternità della Vergine Maria (Norme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico, nn. 39-40).

2. Il tempo di Natale comprende tre feste di santi (S. Stefano, S. Giovanni Ev., SS. Innocenti, con tre letture), che hanno la precedenza sulla domenica; comprende inoltre la domenica fra l'ottava (che prima non esisteva e nel nuovo calendario romano è la festa della Sacra Famiglia), il 1° gennaio come solennità dell'Ottava di Natale (ivi, nn. 33-34), le vigilie di Natale (ivi, n. 32) e dell'Epifania (ivi n. 35) con la messa vespertina di rito solenne (tre letture).

3. Il tempo di Quaresima decorre dai primi vespri della I Domenica (ivi, n. 26); quattro domeniche sono denominate dalla pericope evangelica (ivi, n. 28).

Questo suppone la conservazione di un lezionario particolare per il tempo quaresimale, lezionario già pubblicato ad experimentum nel 1972. Lo stesso si dica della Settimana Santa e del Triduo Pasquale.

4. I primi otto giorni del tempo pasquale costituiscono l'ottava di Pasqua e si celebrano come solennità del Signore (ivi, n. 22), quindi con tre letture, secondo la tradizione ambrosiana.

5. Non solo nelle domeniche e nelle solennità, ma anche nelle feste (oltre che nelle ferie di quaresima) vi sono tre letture (Princìpi e norme per l'uso del Messale ambrosiano, n. 331). Oltre i casi già segnalati nel proprio del tempo vi è una ventina di ricorrenze di Santi da celebrarsi con rito festivo, nelle quali il Lezionario romano assegna solo due letture.

6. Una scelta speciale di testi della Sacra Scrittura è fatta per le Messe che vengono celebrate in speciali circostanze (ivi, n. 333). Orbene, il nuovo Messale ambrosiano contiene alcune Messe per circostanze diverse che non si trovano nel Messale romano e nel corrispondente Lezionario.

7. Secondo gli stessi princìpi e norme, là dove si indicano le formule di benedizione del lettore (ivi, n. 90) si presuppone la lettura della passione o della biografia del santo patrono o dei titolare della Chiesa. Questa tradizione ambrosiana va mantenuta, ma per ora non è possibile pubblicare un volume (analogo al Sinassario dei riti orientali) contenente una lettura biografica per ciascuno dei santi patroni delle parrocchie ambrosiane. Nel presente volume, a modo di esempio, si dà la biografia dei santi patroni della diocesi di Milano, della nazione italiana e della cristianità europea. Ogni parrocchia provvederà, come molte hanno già fatto, a preparare la propria lezione agiografica, eventualmente tradotta o adattata dal Breviario, e a farla approvare dalla Congregazione del Rito ambrosiano.

Due punti (5 e 6) non hanno bisogno di ulteriore spiegazione.

Invece giova esporre i criteri seguiti nella realizzazione dei punti 1.-5., non solo per giustificare il lavoro fatto, ma anche e specialmente per rendere più chiara, ai fini pastorali, la struttura e la logica interna risultante dalla serie di letture per i singoli periodi liturgici, sia che le singole letture provengano dalla tradizione ambrosiana o siano desunte dal Lezionario romano o siano state introdotte per la prima volta nell'attuale contesto.


1. Tempo di Avvento

L'Avvento ambrosiano incomincia due settimane prima di quello romano e coincide con le settimane 33 e 34 "per annum". Ragioni pastorali impongono, per quanto è possibile, di mantenere le letture ambrosiane in armonia con quelle che negli stessi giorni vengono proposte nelle chiese di rito romano. Ciò si è potuto in gran parte realizzare, grazie al carattere particolare delle settimane 33 e 34, che nel Lezionario romano sviluppano la tematica della Parusia, già presente nel vecchio Messale romano nell'ultima domenica (XXIV) dopo Pentecoste.

Nella I Domenica di Avvento l'anno A presenta la pura tradizione ambrosiana con notevoli abbreviazioni delle letture ed arricchita di un adatto Salmo responsoriale. Gli anni B e C presentano le letture del Lezionario romano nella corrispondente domenica 33 "per annum": esse esprimono la medesima tematica dell'attesa della Parusia.

Nella II Domenica, a cui corrisponde nel Lezionario romano (Dom. 34) la Solennità di Cristo Re, avendo anticipato questa festa nell'ultima domenica dell'anno ecclesiastico ambrosiano (Dom. 32) è stata creata una triplice serie di letture per gli anni A, B, C. Questa serie è ispirata alla tematica della IV Domenica della tradizione ambrosiana, l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, che non ricorre nell'Avvento romano, mentre per il resto, nelle sue molteplici letture, sviluppa gli stessi temi dell'Avvento ambrosiano. E' stata dunque trasportata in questa II Domenica la pericope evangelica di Matteo tradizionalmente assegnata alla IV Domenica, facendovi corrispondere negli anni B e C i passi paralleli rispettivamente di Marco e di Luca e completando la serie delle letture mediante pericopi tradizionali dell'Avvento ambrosiano e altre scelte in corrispondenza al tema. Qui appare il tema della futura conversione d'Israele e quello complementare dell'Israele nuovo, temi tradizionali da non lasciar cadere nella riforma del rito, se non altro per i possibili opportuni sviluppi ecumenici.

Le letture feriali sono prese totalmente dal Lezionario romano, perché in armonia con la tematica di queste due prime settimane. La prima lettura è quella assegnata all'anno pari nelle settimane 33 e 34, cioè l'Apocalisse. Il Vangelo nella settimana II (34) è tutto il discorso escatologico di Luca 21; nella settimana I (33), mentre serve a concludere la lettura continua di Luca (esclusa la Passione e la Risurrezione), riferisce le circostanze storiche (da Gerico al Tempio), che fanno da corona all'ingresso di Gesù in Gerusalemme (tema della II Domenica) e preparano il discorso escatologico (tema della I e della III Domenica).

Le altre quattro settimane di Avvento riproducono le letture dei giorni corrispondenti del Lezionario romano. Le ferie prenatalizie sono solo sette: tenendo conto che fra i giorni 17-24 cade sempre la VI Domenica, sono state abolite le letture del giorno 20, che ripetono il tema della Domenica VI. In questa Domenica, solennità dell'Incarnazione o della Divina Maternità, si usano ogni anno le letture che il Lezionario romano propone per l'anno B.

La struttura, così ottenuta per ragioni pratiche presenta tuttavia una costruzione logica, pastoralmente valida. In essa distinguiamo quattro periodi o cicli. 1) Il ciclo escatologico, dalla I alla III Domenica, con la quale si conclude; nell'ambrosiano l'ingresso in Gerusalemme ne forma la parte centrale, il Messia che entra nella città regale mostra la fedeltà di Dio alle antiche promesse ed anticipa il giudizio di condanna che chiude un'epoca ormai superata. 2) Il ciclo della profezie, nelle ferie della III settimana e nelle ferie II-IV della IV settimana: in queste ferie le profezie di Isaìa danno il tema, che diversi episodi del Vangelo dimostrano realizzato in Cristo. 3) Il ciclo del Precursore, nelle Domeniche IV e V e nelle ferie corrispondenti, cominciando dalla feria V della IV settimana. 4) Il ciclo dell'Incarnazione: comprende la Domenica VI e le ferie prenatalizie (dal 17 al 24), nelle quali Mt 1 e Lc 1 costituiscono la lezione evangelica continua, illustrata da profezie o tipologie dell'Antico Testamento.


2. Tempo di Natale

Benché riportato per intero per comodità pratiche, introduce poche variazioni propriamente ambrosiane: l'ordine delle tre messe di Natale, le tre letture nei giorni di S. Stefano, S. Giovanni Ev., Ss. Innocenti, Vigilia dell'Epifania, il carattere proprio della solennità del 1 gennaio, ben visibile nel Messale, al quale tuttavia si adattano perfettamente le letture del Lezionario romano. Nuove sono invece le letture della Domenica fra l'Ottava, mentre le letture della Festa della Sacra Famiglia, trasportata alla domenica IV di gennaio fuori del tempo natalizio, adottano solo il Vangelo dell'anno C (Gesù dodicenne). Per la tematica e la struttura di questo tempo natalizio si noti la lettura continua della 1 lettera di Giovanni, l'uso appropriato di Mt 2 e di Luca 2, la lettura continua di Gv l. Nelle ferie dopo l'Epifania le letture evangeliche scelgono gli episodi più salienti delle prime manifestazioni di Gesù nella vita pubblica.


3. Quaresima

Il tempo di Quaresima, con la Settimana Santa conserva totalmente la validissima tradizione ambrosiana, che assegna letture proprie anche per le ferie (i venerdì rimangono aliturgici).

La serie dei Vangeli si mantiene quasi immutata, e fornisce la tematica di base. Perché questa tematica risultasse più chiara talvolta la lettura di S. Paolo è stata scelta con più aderenza al Vangelo.

Nelle Domeniche si è conservata la lettura dell'Esodo (ma per ragioni pastorali al Decalogo di Es. 20 si è sostituito quello del Deut. 5).

Nelle ferie si è ripristinato l'uso antico di leggere la Genesi e i Proverbi nelle prime cinque settimane, Giobbe e Tobia nelle prime tre ferie della Settimana Santa. La Domenica delle Palme è stata dotata anche di una Messa dopo la Processione.

Naturalmente si è introdotto dappertutto (a eccezione della Messa nella Cena del Signore) il Salmo responsoriale.

Per la tematica si distinguono le Domeniche dai sabati e specialmente dalle altre ferie.

Le Domeniche hanno il carattere di catechesi battesimale: le lunghe pericopi evangeliche (di cui si dà anche una forma più breve) illustrano i diversi aspetti della novità di vita introdotta dal Battesimo, e le pericopi dell'Esodo ne forniscono la tipologia tradizionale.

I sabati hanno pure riferimento al battesimo, in rapporto con la preparazione prebattesimale dei catecumeni; come le domeniche hanno una lettura dell'Antico Testamento e una lettura dalle Epistole.

Le ferie delle prime quattro settimane presentano la lettura continua del discorso della montagna (Mt 5-7) si tratta di una catechesi morale, che gli esempi presi dalla Genesi e le massime desunte dai Proverbi allargano e illuminano.

Invece con la quinta settimana si introduce il tema della passione: le pericopi evangeliche presentano gli antefatti che preparano la condanna di Gesù: le sue predizioni e le trame dei suoi nemici. La prima lettura, presa non solo dalla Genesi ma anche da altri libri storici, passa in rassegna le figure del giusto sofferente, "dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria" (Mt 23-35), mentre la seconda mostra lo stesso tema nel libro della Sapienza.

Lo stesso argomento continua nelle tre ferie della Settimana Santa, ma secondo l'antica tradizione la tipologia del giusto sofferente è presa da Giobbe e da Tobia.

Il Triduo Pasquale conserva, con qualche adattamento, tutta la ricchezza e la veneranda antichità della tradizione ambrosiana.


4. Ottava di Pasqua

L'ottava di Pasqua ha il carattere di solennità ed esige tre letture: piuttosto che fornire di una seconda lettura le pericopi assegnate dal Lezionario romano per i giorni fra l'Ottava, si è preferito mantenere anche qui pressoché intatta la tradizione ambrosiana, proponendo tuttavia la pericope di Emmaus (Lc 24, 13-35) alla sera del giorno di Pasqua. La prima lettura, secondo la tradizione universale della Chiesa, è presa dal libro degli Atti, la seconda, come nelle domeniche, dalle lettere di S. Paolo, il Vangelo descrive, press'a poco in ordine cronologico, le diverse apparizioni del Risorto.

Si noti che anche la Vigilia dell'Ascensione, conservata dalla tradizione ambrosiana, data la sua attuale destinazione vespertina e quindi festiva, è stata completata, così da avere tre letture, in analogia con le vigilie di Natale, dell'Epifania e di Pentecoste.


5.

Oltre le solennità ambrosiane di S. Ambrogio e di S. Carlo e le feste di S. Anàtalo, di S. Bàrnaba, dei SS. Protaso e Gervaso, di S. Benedetto, S. Francesco d'Assisi, S. Caterina da Siena, il rito ambrosiano celebra con rito festivo, e quindi con tre letture, anche altre ricorrenze, come la Natività della B. V. Maria, la Visitazione, le feste degli Apostoli ed Evangelisti, che secondo l'uso romano hanno solo due letture..

In genere il presente Lezionario si uniforma alle letture di quello romano, perché più varie e più appropriate, e si aggiunge; secondo i casi, la I o la II lettura mancante. Naturalmente per comodità esso riporta per ciascuno di questi Santi la serie completa delle letture.

Nelle parrocchie che celebrano qualche altro Santo secondo il rito festivo, perché patrono, la lettura mancante si prenderà dal Comune dei Santi.


mons. Enrico Galbiati


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